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Turriziani, allenatore italiano in Canada: "Che evoluzione sulla scia di Davies"

ESCLUSIVA TMW - Turriziani, allenatore italiano in Canada: "Che evoluzione sulla scia di Davies"
Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
mercoledì 23 novembre 2022, 08:00Qatar 2022
Stasera esordio per il Canada contro il Belgio, conosciamo meglio la nazionale nordamericana

Federico Turriziani è allenatore italiano che conosce molto bene il calcio canadese. Oggi allena il St. Catharines Roma Wolves, club appartenente alla seconda divisione della Canadian Soccer League, a circa un'ora da Toronto. Ma per Turriziani il Nord America non è solo luogo di lavoro, ci vive da anni e s'è formato anche studiando a fondo un movimento che, come quello americano, si sta preparando nel migliore dei modi al Mondiale 2026 che giocheranno in casa. "In Canada il movimento calcistico esiste da anni, ma è chiaro che ospitare il prossimo Mondiale ha dato la scossa. A livello di allenatori, di calciatori. Ci sono tanti giocatori di talento fino ai 15-16 anni, poi il problema è sempre stato crescere dopo".

Per superare questo problema, hanno deciso di aprire un ponte con l'Europa dove arrivano già molto giovani
"Alphonso Davies è l'esempio lampante, s'è trasferito al Bayern Monaco a 19 anni e dopo un anno in seconda squadra è diventato un titolare, scorazzando su tutta la fascia. Tra l'altro col Canada non gioca nemmeno in quel ruolo, fa il trequartista".

Qual è il reparto migliore?
"A mio avviso il centrocampo. Con Eustaquio del Porto e Osorio del Toronto sono coperti. In attacco brilla la stella di Jonathan David, però gli manca un vero numero 9. Hanno giocatori molto bravi in contropiede ma faticano a coprire l'area".

Chi può essere la sorpresa?
"Dico il 2002 Kone. Gioca nel Montreal, è stato convocato quasi per scherzo nelle amichevoli pre-Mondiali, ha fatto molto bene e il ct l'ha portato con sé in Qatar. Non so quanto giocherà, ma sono convinto sarà uno dei migliori giocatori del Canada tra quattro anni".

Quali i punti deboli?
"La transizione difensiva. Pressano alti, giocano bene in fase di possesso ma quando poi perdono palla subiscono contropiedi sempre molto pericolosi. E poi in difesa hanno giocatori normali, non eccezionali".

© Riproduzione riservata

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