Il Messico e l'incredibile maledizione degli ottavi di finale. E sul Tata Martino i fari già puntati
Nessuno come il Messico ai Mondiali. La Tri detiene un record sicuramente singolare nella rassegna iridata, che da una parte conferma la qualità generale del suo movimento calcistico. Ma dall'altra di come in un paese che vive di calcio non ci siano mai stati sostanzialmente progressi negli ultimi 30 anni. Gli ultimi 7 campionati del mondo a cui la selezione ha partecipato l'hanno vista sempre superare la fase a gironi. Ad eccezione del Brasile, nel periodo preso in considerazione, nessuna è arrivata a un simile exploit. Non la Germania (fuori ai gironi nel 2018). Non la Spagna (flop 2014). Non la Francia (assente nel 1994, fallimentare nel 2002 e nel 2010). Non l'Argentina (fuori nel girone nel 2002). Non l'Inghilterra (assente nel 1994, fuori al primo turno nel 2014). E nemmeno l'Italia, che dal 2010 a oggi colleziona solo figuracce, se ci entra.
L'INCREDIBILE SEQUENZA - Eppure il Messico, superato il primo ostacolo, si arena sempre e comunque agli ottavi di finale. Indipendentemente dall'avversario. Che siano Brasile e Argentina oppure gli Stati Uniti. Nemmeno la fortuna gira dalla sua parte: in alcuni casi si tratta di veri e propri suicidi calcistici, vedi Brasile 2014 con l'Olanda che ribalta i centroamericani tra l'88' e il 94'. Nel 2006 contro l'Argentina, Maxi Rodriguez si inventa il gol più bello dei Mondiali per estromettere la Tri ai supplementari. Nel 1994 è la cinica lotteria dei rigori a chiudere il torneo messicano, contro la Bulgaria.
"UNA NAZIONALE DI SECONDA FASCIA" - Come si spiega tutto questo? Il collega di ESPN, René Tovar, ci racconta: "Il Messico è questo: quando parte dalle retrovie può sorprenderti, come è capitato contro la Germania nel 2018 ai gironi. Chi avrebbe scommesso su un nostro successo? Poi si passa il turno, le aspettative si alzano e la squadra non regge la pressione, la consuma. E arrivano flop incredibili come contro la Svezia, che poi ci ha fatto chiudere il girone secondi facendoci sfidare il Brasile. O nel 2002 agli ottavi contro gli Stati Uniti. Manca la mentalità e sicuramente dobbiamo prendere atto che siamo una squadra di seconda fascia, come ha detto lo stesso ct Tata Martino".
MARTINO, I KO INDIGESTI CON GLI USA E LA PRESSIONE DELLA VIGILIA - Proprio il ct argentino avrà gli occhi della critica addosso. Le qualificazioni non sono state brillanti e la sconfitta in Gold Cup di un anno fa contro gli Stati Uniti non è stata digerita dai tifosi. Tovar ci spiega: "Le impressioni iniziali sono state buone, del resto parliamo di un tecnico di spessore internazionale. Abbiamo apprezzato la sua onestà quando ha parlato di Messico da seconda fascia ma le ultime prestazioni e soprattutto l'incapacità di battere i rivali degli Stati Uniti non sono state apprezzate e a oggi sulla selezione c'è un clima di pessimismo. Diciamo che storicamente un commissario tecnico non ha vita facile in Messico. Anche Juan Carlos Osorio, che 4 anni fa ci portò alla vittoria contro la Germania, si è lasciato malissimo con la Federazione".
ESSERE GIGANTI NELLA CONCACAF CONVIENE? - Il girone di Qatar 2022 vede la squadra inserita in un girone con Argentina, Polonia e Arabia Saudita. Ed è la gara d'esordio del 23 novembre contro Lewandowski e soci che sa già di spareggio per gli ottavi. La cabala è tutta in favore dei messicani, considerando come i polacchi non si qualificano a un ottavo di finale dal 1986: "Ma hanno giocatori di livello, abituati ai grandi tornei europei. Le stesse qualificazioni per le selezioni europee sono più impegnative, più allenanti. Noi siamo il gigante della CONCACAF ma il livello è molto basso. Se fossimo in CONMEBOL la situazione sarebbe differente. Sicuramente saremmo maggiormente abituati a giocare partite di un certo livello, ma dall'altro canto non credo che la qualificazione ai Mondiali arriverebbe sempre come adesso" sottolinea Tovar.
CHUKY LA STELLA - Le maggiori speranze sono riposte nel Chuky Lozano, già protagonista 4 anni fa in Russia. Grande affidamento sui senatori Guillermo Ochoa e Andrés Guardado, che con Qatar 2022 arriveranno a quota 5 Mondiali, eguagliando il record dei connazionali Carbajal e Marquez, ma anche Matthaus e Buffon. Più Messi e Cristiano Ronaldo che si aggiungono in questa edizione. Occhio a Aleix Vega, l'unico potenziale titolare che milita in Messico, al Chivas. Ancora per poco probabilmente.






