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Il Mondiale autunnale e il legame con il mondo arabo. Due fattori che spingono il Marocco

Il Mondiale autunnale e il legame con il mondo arabo. Due fattori che spingono il Marocco TUTTOmercatoWEB
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Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
sabato 10 dicembre 2022, 19:56Qatar 2022

Che un Mondiale giocato in autunno, periodo mai sperimentato prima dalla competizione che va avanti dal lontano 1930, e in un paese arabo, con un clima poco comune in Europa in questo periodo, potesse regalare sorprese era quasi una certezza. Ma in pochi si sarebbero aspettati che la sorpresa fosse il Marocco. Fra le africane qualificate di certo non era una delle favorite: Senegal e Ghana infatti sembravano avere qualcosa di più rispetto ai Leoni dell’Atlante, ma la storia ha detto altro.

Che le africane potessero fare molto bene, anche meglio di come è andata in realtà con due squadre eliminate alla fase a gironi e due non andate oltre gli ottavi, era proprio per il periodo in cui si giocava, ovvero in mezzo alla stagione. La Coppa d’Africa in fondo si disputa sempre quando in Europa la stagione è nel suo pieno svolgimento, certo qualche mese dopo rispetto al calendario di questo Mondiale, ma non troppo in là come avviene invece per Europei e Copa America che si disputano nella nostra estate.

Un fattore da non sottovalutare a cui se ne somma un altro. Il legame che il Marocco, come quasi tutte le squadre nordafricane, ha con il mondo arabo. Un legame che va oltre la religione comune, l’islam, e che spesso porta i nordafricani a considerarsi più arabi che africani come se vi fosse un cordone invisibile che lega i paesi che si affacciano nel mediterraneo a quelli del medioriente e della penisola arabica che supera il fatto che si tratti di continenti diversi. Un legame, dimostrato anche dalla presenza della bandiera della Palestina sventolata assieme a quella del Marocco dopo le vittorie, che è stato reso evidente, con qualche scivolone, anche nei messaggi social dei giocatori marocchini dopo la vittoria sulla Spagna e che ha visto anche oggi lo stadio tifare compatto per la squadra di Regragui e fischiare sonoramente e incessantemente il Portogallo ogni volta che aveva la palla fra i piedi. E anche nelle prossime due gare che attenderanno il Marocco c’è da attendersi uno stadio colorato di rosso-verde pronto a spingere ancora oltre la Nazionale di Ziyech e Hakimi ancora più in là nella storia. Le avversarie sono avvisate.

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