Salernitana, dagli striscioni di incoraggiamento ai fischi assordanti: cronaca di una serata amara
Salernitana-Giugliano rischia di rappresentare molto più di un semplice pareggio. In una fredda sera di inizio febbraio, la Bersagliera fallisce l’occasione di riavvicinarsi al Catania e di lanciare un segnale concreto al Benevento, vedendo scivolare via forse l’ultimo treno per il primo posto. Eppure il contesto era stato tutt’altro che ostile.
L’Arechi aveva accolto la squadra con applausi e con messaggi chiari, carichi di significato. 'Indossare questa maglia significa onorare la storia. Sudare per il presente e lottare per la gloria', lo striscione del Direttivo Ultras. 'Società e giocatori onorate i nostri colori', il richiamo diretto della Curva Sud Siberiano. Parole che raccontano passione, ma anche aspettative.
Dopo il fischio finale, però, il clima è cambiato. La squadra, compatta, si è diretta verso la curva, ma si è fermata all’altezza dell’area di rigore. I fischi sono diventati più intensi, fino alla richiesta esplicita degli ultras di non avvicinarsi. Un gesto forte, che nasce da una delusione che cresce. È il segnale di una piazza che non ha smesso di crederci, ma che pretende risposte. E ora, più che mai, tocca alla Salernitana trasformare questa tensione in energia positiva. Perché il campionato non è finito. Ma il tempo degli alibi sì.






