A Empoli serve l'Euro-Inter. Lukaku graziato ma in Serie A non segna su azione da agosto
Sbagliare non si può. Nel campionato dell'Inter è un mantra ormai vecchio ma rimasto inascoltato. I jolly sono ben più che finiti da un pezzo, undici sconfitte in Serie A sono sufficienti a mettere seriamente in discussione la panchina di Simone Inzaghi in futuro, per quanto possa sembrare paradossale parlando di un tecnico che tra meno di venti giorni si giocherà l'accesso alla finale di Champions League, la partita più ambita del pianeta. Storia di due stagioni che non riescono a sembrare una sola: c'è un'Inter di coppa, magari non sempre bella ma di sicuro vincente, che ha sbagliato poco o nulla nelle gare a eliminazione diretta. E c'è un'Inter di campionato, magari non sempre brutta ma di sicuro poco vincente, che in Italia non sorride da cinque giornate. Al Castellani, Inzaghi chiede ai suoi di sfoderare la versione europea. E magari di tenerla per le partite successive, ma quello si sa: step by step.
Lukaku non segna su azione in campionato da agosto. Perfetta immagine della stagione interista, ecco Romelu Lukaku. L'annata del belga è stata un giro sulle montagne russe: è tornato da figliol prodigo, è partito bene, ha saltato quattro mesi, è rientrato come la brutta figura di se stesso, ma ha deciso la qualificazione Champions. Proprio come per tutta l'Inter, se ci si fermasse a quest'ultima, la stagione di Big Rom sarebbe da incorniciare o quasi: tre gol in cinque partite, tutte da subentrante. In media, una rete ogni 33 minuti: roba da cecchino. A maggior ragione se si considera che col Porto il gol-qualificazione, alla fine dei conti, è stato il suo dell'andata, e anche col Benfica è stata determinante la marcatura del Da Luz per indirizzare la gara di ritorno. Diametralmente opposto, ça va sans dire, il bilancio in campionato. L'infortunio non è neanche più una scusa, considerato che l'ex (?) Chelsea ha ormai scavallato il muro dei mille minuti in Serie A. Risultato: tre gol in diciotto apparizioni, dodici delle quali da titolare. C'è di più: sia con l'Udinese che con lo Spezia, ultime vittime italiane di Romelu, la gioia è arrivata su rigore. Per trovare una rete su azione bisogna tornare addirittura al 13 agosto, al 2-1 dell'Inter in casa del Lecce. Di testa, dopo due minuti: più illusorio di così… Ne sono seguiti mesi complicati, ma al Castellani i fari saranno nuovamente puntati su di lui. Che avrà un motivo in più per sorridere: la FIGC gli ha concesso la grazia dopo la conferma della squalifica in Corte Sportiva d'Appello. A volte le toppe bastano a coprire i buchi.






