Juve, Guerrero: "Hacken avversario di altissimo livello. Sarà una gara fondamentale"
"Domani ci attende un avversario di altissimo livello, campione in carica della propria lega e squadra estremamente competitiva. Ci metterà alla prova perché è una formazione molto verticale, con principi di gioco definiti e un reparto offensivo di grande qualità. Per noi sarà un test stimolante. La nostra sfida principale resta sempre quella di provare a imporre la nostra identità di gioco, pur affrontando un avversario aggressivo e verticale nella ricerca della profondità". Il tecnico della Juventus Isaac Guerrero ha esordito così in conferenza stampa in vista della sfida di domani contro l'Hacken in Women's Champions League.
Considera questa partita decisiva? E, se non lo è, come la definirebbe arrivando da una sconfitta europea?
"Io credo che tutte le partite giocate dalla Juventus siano decisive, quindi sì, è una gara fondamentale. La squadra viene da una dinamica positiva, le ragazze si stanno esprimendo bene e mettono in pratica quanto proviamo. Nella prima gara di Champions contro il Benfica, pur di fronte a un avversario di livello, abbiamo disputato una buona prestazione, soprattutto nel primo tempo. Vogliamo dare continuità a queste sensazioni e tradurle in un risultato positivo. Trattandosi di un girone breve, ogni partita pesa di più, ma quando indossi la maglia della Juventus ogni impegno è decisivo e bisogna entrare in campo col piglio giusto".
Giocare in Svezia significa affrontare un calcio differente da quello italiano. Qual è l'aspetto che teme di più delle avversarie?
Come accennavo prima, è una squadra con caratteristiche simili a quelle che conosciamo del calcio nordico, storicamente capace di generare talento e competere ad alti livelli. Hanno un potenziale offensivo notevole, ma anche noi possediamo le qualità giuste e le nostre armi per ribattere colpo su colpo. Sarà una sfida davvero affascinante.
Ritiene che il livello della Champions League sia molto distante da quello del campionato italiano? La squadra deve alzare la qualità delle prestazioni in Europa rispetto a quanto basta in Italia?
"La mia esperienza nel calcio italiano non è ancora lunghissima, ma vedo un livello complessivo alto. Anche in campionato affrontiamo squadre organizzate come il Napoli e, nella gara con il Benfica, non ho notato un solco insuperabile. È chiaro che in Europa ci sono club strutturati per vertici assoluti, ma il campionato italiano ci garantisce un ottimo livello di preparazione per competere anche fuori dai confini nazionali. La strada intrapresa dal calcio italiano è quella giusta".
Le giocatrici mostrano grande convinzione nella proposta di gioco e nella vostra identità. Si aspettava che assimilassero i suoi concetti in così poco tempo o è stata una sorpresa?
"L'ho detto più volte: queste ragazze giocano il calcio che desiderano giocare. Noi dello staff forniamo stimoli, indicazioni e un contesto tattico, ma se l'attitudine a essere coraggiosi e propositivi non nascesse da loro, sarebbe impossibile. C'è stata una sintonia immediata tra staff e squadra. Sappiamo che nel calcio si può vincere, pareggiare o perdere, ma l'obiettivo è divertirci e dominare il gioco. Le ragazze sono coraggiose e determinate. Ci saranno momenti facili e meno facili, ma dobbiamo mantenere sempre viva questa ambizione. Sono davvero felicissimo del lavoro svolto finora".






