Bastoni to Barella: l'asse italiano dell'Inter che conquista Lisbona. E avvicina i soldi Champions
Settebello Nicolò Barella. Se il centrocampista sardo sarà l'uomo della qualificazione dell'Inter alla semifinale di Champions League, lo scopriremo solo vivendo. Il terzo tempo alla LeBron James, in cui onore indossa il 23, ha lasciato di stucco gli avversari. Di testa, non aveva mai segnato con la maglia di un club: una volta in nazionale. Non aveva neanche mai realizzato sette reti in una singola stagione: è la miglior annata di Barella, anche se non tutti lo direbbero. Perché ha quel modo di fare lì, sbraccia e sbuffa, gli viene dato dell'emotivo ma poi a gara finita è uno dei pochi con abbastanza sale in zucca da andarsi ad abbracciare un avversario e farsi due chiacchiere mentre il mondo attorno a loro tira pugni. A proposito: sbraccia e sbuffa di più quando gioca meglio, di solito.
Bastoni to Barella. È un asse collaudato in casa Inter, ieri ha dato nuovi frutti in una maniera imprevista. MVP il difensore, nonostante la gara l'abbia decisa il centrocampista: nei non sempre intellegibili premi partita UEFA, questa volta è più che comprensibile. È un asse che parla italiano, e chissà che il destino dell'Internazionale non possa offrire una virata ancora maggiore al tricolore, in un'estate che profumerà di profondo rinnovamento. È un asse che sa di futuro, col dettaglio che il primo abbia un contratto in scadenza e una trattativa per il rinnovo da chiudere. A proposito: assist e gol di ieri, almeno potenzialmente, varrebbero più di 10 milioni di euro. Non un brutto incentivo per mettere una firmetta in più in viale della Liberazione.
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