Bologna, Erlic si presenta: "Contento di ritrovare Italiano e Moro. Qui per aiutare la squadra"
Oggi è stato presentato ufficialmente Martin Erlic, ultimo innesto del Bologna di Italiano. Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal giocatore dalla sala stampa di Casteldebole, insieme al direttore sportivo rossoblù, Marco Di Vaio.
Di Vaio: “Siamo qui per la presentazione di Martin, giocatore che conoscete tutti molto bene perché sono anni che gioca in Serie A. Nella scelta, un fattore importante lo ha avuto il fatto che Martin ha già lavorato con il nostro allenatore. E’ un nazionale croato, ha già partecipato a un mondiale e a un europeo quindi è un giocatore internazionale che ricalca la scia della scelta di giocatori che abbiamo fatto da alcuni anni. L’anno scorso ha avuto un anno sfortunato, in cui insieme alla squadra si è trovato in una situazione complicata. Martin ha voglia di rivalsa e di ritornare al suo livello con noi. Gli auguriamo di riuscirci qui perché siamo convinti che ha delle qualità interessanti e che si possa imporre in una rosa competitiva, sapendo di dover lottare”.
Qual è lo stato d’animo di un giocatore che pensava di poter giocare in Serie B e poi si ritrova a poter giocare anche in Champions?
“Tutto è successo in modo molto veloce, mi hanno fatto sapere dell’interessamento del Bologna e quando ho parlato con il mio agente ho deciso di venire subito. La Champions è il sogno di ogni giocatore: io ho questa possibilità e cercherò di dare il massimo nell’aiutare la squadra”.
Tu sei uno che potrebbe dare una mano ai compagni perché conosci già il modo di giocare, soprattutto del reparto difensivo, di Vincenzo Italiano. Ti senti questa responsabilità?
"Si, è vero che conosco il mister ma questo non vuol dire nulla perché qui tutti spingono al massimo. Questo mi dà una grossa motivazione per lavorare al meglio”.
Quali sono i tre cardini nella conduzione di una partita di Italiano?
“Mister Italiano propone un calcio bello, verticale, tenendo tutti i giocatori molto svegli perché tutti possono giocare e entrare nelle rotazioni”.
La differenza che hai notato tra il calcio di Thiago Motta e di Italiano, visto che li hai avuti entrambi allo Spezia? Come ti sei trovato con Beukema?
“Entrambi i mister propongono un calcio moderno, mister Italiano propone un calcio più verticale e più aggressivo. Qui ho trovato un bel gruppo in cui è molto piacevole lavorare. Sam Beukema è un grande leader, uno che aiuta e che alza la voce quando c’è bisogno. Sono felice di poter lavorare con questi giocatori”.
Come vivi questo step per la tua carriera? Cosa non è andato l’anno scorso?
“L’anno scorso ci siamo complicati da soli la stagione, non eravamo abituati a quelle zone di classifica e quando entri nel tunnel è difficile uscirne. Le qualità le avevamo poi tra infortuni e difficoltà varie, tra cui l’infortunio di Berardi, è successo che siamo retrocessi buttando 10/11 anni di Serie A del Sassuolo. Non è mai bello retrocedere e dentro di me c’è ancora tanta rabbia che voglio trasformare in energia positiva”.
Quanto hai parlato con Moro e con Italiano prima di venire qui?
“Con Nikola mi sono sentito subito, lui è stato felicissimo e mi aveva detto che non ci credeva. Con il mister non avevo parlato tanto perché non c’è stato il tempo ma sono contento di poter lavorare di nuovo con lui perché è un allenatore molto carico e che riesce a tirarti fuori sempre il meglio”.
Tra quattro giorni si gioca con l’Udinese. Che pericolo è?
“Si, abbiamo ancora qualche giorno per preparare al meglio la partita. Sappiamo che affrontiamo un avversario tosto, ma giochiamo in casa davanti al nostro pubblico. Cercheremo di dare il massimo”.
E’ tanto che sei in Italia…
“Si sono arrivato qui a 10 anni, a Parma. L’Italia mi ha dato tanto e gli devo tanto. Qui mi sento come a casa. Ho tanti amici e vivo molto bene qui”.
Che cosa ti piace dell'Italia e che cosa invece non apprezzi?
“Mi piace molto il clima, la gente, il cibo e i tanti posti da visitare. Non ci sono cose che non riesco a digerire…”
Sei riuscito a vedere Bologna?
“Si, l’ho già visitata in passato… Bellissima città”.
In cosa ti senti di eccellere e in cosa ti senti di migliorare?
“Il mio punto forte è la marcatura a uomo, ma il mister chiede tanto l’impostazione da parte dei difensori e su questo posso migliorare anche perché negli ultimi due anni a Sassuolo non l’ho fatto tanto”.
Qual è il segreto per tenere bene un reparto che sta molto alto come la linea difensiva di Italiano?
“La fase difensiva parte dagli attaccanti, che sono fondamentali. Poi ci vuole tanta determinazione e tanta attenzione”.






