Borini: "Pirlo gli obiettivi li ha sempre raggiunti. In Italia si torni a investire più sui giovani"
Anche Fabio Borini ha detto la sua sulla scelta di Andrea Pirlo come CT della Nazionale, tecnico che l’attaccante ha avuto ai tempi del Karagumruk in Turchia. Queste le sue parole al Secolo XIX: “Ci siamo sentiti in questi giorni, lui è molto positivo, sa vedere le cose come sono, si focalizza principalmente sul campo e lascia che gli altri aspetti si risolvano da soli. Le pressioni non lo condizionano, è abituato a situazioni di questo genere. Le tempeste non lo toccano, perché questa è la situazione del calcio italiano, una tempesta”.
Come mai questa tempesta?
“Quello che manca da noi è credere nella programmazione: farla e poi avere la forza di perseguirla. Si parla sempre di progetto, progetto, poi alla prima difficoltà si manda a monte tutto, si cambia allenatore, direttore sportivo, linea, tutto. Invece devi fare l’esatto contrario. La ricetta giusta non c’è, però se fai un progetto a medio-lungo termine devi avere pazienza e saper aspettare. E poi devi costruire i calciatori culturalmente, quando andai al Chelsea mi formarono prima come uomo che come calciatore. Da noi non si investe nel giocatori. È come se un’azienda comprasse una macchina da imballaggi spendendo una fortuna e poi non facesse manutenzione”.
Ma il passaggio da Pirlo a Guardiola non è stato troppo netto?
“Conoscendo bene Pirlo, so che la cosa non lo ha disturbato affatto. Lui comunque ha sempre raggiunto gli obiettivi che gli erano stati dati. È accaduto a Dubai, come in Turchia, come in Italia. Anche alla Samp, con il raggiungimento dei playoff. Adesso bisognerà essere chiari, avrà l’obiettivo di andare al Mondiale, non di vincere il Mondiale, perché tra quattro anni la vedo un po’ difficile che l’Italia possa vincere il Mondiale”.






