Capello e i fischi a Leao: "Fa bene Rabiot a aiutarlo, ma servirebbe che si aiutasse da solo"
Per commentare il tracollo avuto dal Milan contro l'Udinese, battuto con un netto 0-3 a San Siro che non solo a fatto sfumare definitivamente la già complicatissima rincorsa allo Scudetto, ma addirittura ha riaperto un discorso che sembrava chiuso come quello della qualificazione alla Champions, è intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport il tecnico di lungo corso Fabio Capello.
"Sono sorpreso fino a un certo punto" esordisce l'ex allenatore. "Il Milan ha concesso troppe ripartenze, anche se va detto che gli episodi non gli sono girati troppo a favore: l'autogol di Bartesaghi, a grande parata di Okoye su Saelemaekers…". Il passaggio al 4-3-3 in tal senso non sembra aver pagato, anche se Capello non ritiene che sia stato quello il problema: "Non c'entrano i moduli ma è stata questione di ritmo: l'Udinese andava una volta e mezzo più veloce. Fatte queste premesse, però, il capitombolo rossonero non può avere giustificazioni: in una stagione senza Coppe mi viene da pensare che il problema parta dalla testa più che dalle gambe".
A far parlare di se, oltre al risultato, anche il modo con cui San Siro ha rigettato Leao al momento del cambio: "Rabiot fa bene a dire al pubblico di aiutarlo, ma bisognerebbe che il portoghese si aiutasse un po' anche da solo. A me da centravanti non convince, ma al di la del ruolo mi sembra che non ne abbia più come in passato. Anche nel secondo tempo, da ala, non ha puntato mai l'uomo, andava sotto ritmo. Allegri deve ritrovare spirito e compattezza: il Milan visto con l'Udinese farebbe non poca fatica a qualificarsi in Champions".











