City e Atletico Madrid fanno quasi sbadigliare. 0-0 a fine primo tempo, zero occasioni
Come da previsioni, il Manchester City mantiene il possesso palla, con una pressione davvero importante sulla difesa di Simeone. Così in un paio di circostanze il pallone sfila vicino a Oblak, magari non come tiri in porta bensì come idea di gioco. Esce la partita che il tecnico argentino aveva preparato, con undici giocatori dietro la linea della sfera e otto particolarmente difensivi, per evitare di concedere spazi. Joao Felix e Griezmann devono essere i primi alla pressione, anche se il primo sussulto è per un possibile rigore di Koke su Bernardo Silva, ma il centrocampista prende il pallone in maniera netta.
Il problema è che il Manchester City non riesce a sfondare, mentre l'Atletico Madrid si difende bene anche se ripartire appare un optional. Tanti i palloni sbagliati, i passaggi che non arrivano a termine, tanto che a pochi minuti dal termine c'è Stones, quasi frustrato, che prova a pescare il jolly da 30 metri, ciabattando verso la tribuna. Così le evoluzioni del City e i tanti possibili dribbling vengono vanificati dalla retroguardia avversaria. Rodri sbaglia quasi tutto, forse perché un ex della partita, mentre in panchina ci sono Foden, Grealish e Gabriel Jesus che potrebbero dare maggiore fantasia e più qualità nei tocchi.
Così la partita scivola via, come la palla che batte sul terreno per la pioggia molto fitta che si sta abbattendo sull'Etihad. Il primo tempo finisce 0-0, con l'Atletico che non riesce a ripartire, ma il City che non ha la forza per abbattere il muro di Simeone, eretto con forza ma anche con l'attenzione dovuta ai particolari per non perdere questa gara.






