Come cambia l'Hellas Verona con Bocchetti? Stesso impianto tattico, ma altro spirito
Si volta pagina: il Verona riparte da Salvatore Bocchetti, che questa sera farà il suo esordio da allenatore in prima nella delicata trasferta del Meazza contro il Milan. Non sarà la prima in assoluto per il campano, gialloblù di lungo corso ed ex vice di Tudor, che fu chiamato a sostituire nella trasferta di Cagliari dello scorso campionato. Una sorta di “prova generale” che contribuì a rafforzare la stima della proprietà (a partire da Setti) nei suoi confronti.
Come cambia ora il Verona?
La domanda è legittima, perché un avvicendamento in panchina porta sempre in dote delle novità a livello tattico, gestionale e di comportamento. L’impianto resterà però molto simile a quello modellato in questi mesi da Cioffi: Bocchetti, allievo della triade Gasperini-Juric-Tudor, manterrà certamente un assetto difensivo a tre, ed è probabile che possa anche insistere sul doppio trequartista alle spalle di un unico terminale offensivo. I cardini sono quelli noti: aggressione alta, marcatura a uomo e aggressività sempre al massimo. L’aspetto sul quale il neo-allenatore dei veneti cercherà di incidere maggiormente è quello mentale: in una squadra che ha perso certezze e riferimenti, il lavoro da svolgere ha connotati più psicologici che strettamente di campo. E non a caso lo “spirito Hellas” è stato uno dei temi ricorrenti della conferenza di presentazione dell’ex difensore, che conosce a fondo dinamiche ed equilibri dello spogliatoio (è stato anche compagno di squadra di alcuni dei senatori tutt’ora in rosa) e sa come risvegliare l’orgoglio sopito del gruppo. La missione salvezza riparte questa sera, contro uno degli avversari peggiori, ma in un Bentegodi pronto a spingere la squadra verso l’impresa: i nuovi meccanismi verranno oliati con il tempo, ma già contro il Milan Bocchetti si aspetta dalla sua squadra un sussulto d’orgoglio che diradi le nubi nere addensatesi sul cielo del Verona in queste ultime settimane.






