Como, Fabregas su Nico Paz: "Un altro anno qui gli farebbe bene. Real? Farà la scelta giusta"
Cesc Fabregas sta portando a termine una stagione da sogno come allenatore del Como. Alla sua prima esperienza da allenatore l'ex centrocampista spagnolo ha riportato il club lariani in Serie A dopo 21 anni, qualificandolo giusto due giorni fa in una competizione europea per la prima volta nella sua storia. Nelle ultime due giornate di campionato scoprirà se si tratta di Europa League, Champions League o Conference League. In un'intervista a 'El Partidazo de COPE' ha ripercorso la sua carriera in ascesa rapidamente in panchina e non solo.
Sul suo futuro e la "linea rossa" da non oltrepassare: "Se mi chiamasse il Real Madrid? Potrei essere l'allenatore? No, io credo che la 'linea rossa' - e ne sono molto sicuro - sia di non voler essere un assistente. Voglio essere un primo allenatore. È qualcosa a cui non credo potrei dare il valore che merita, non penso sia il mio contesto. Per il resto, non ci ho pensato, nemmeno riflettuto, non ho avuto tempo per niente".
Fabregas poi ha indicato Arsene Wenger come il tecnico che lo ha segnato di più: "Per esempio Carlo Ancelotti, l'ho conosciuto, è una delle persone con cui mi piacerebbe molto lavorare insieme. Poi sicuramente Arsene Wenger, per tutto quello che mi ha dato, perché ha creduto in me, l'opportunità e la fiducia. E ora, con il gruppo giovane che ho (nel Como, ndr) voglio trasmettere tanti valori e cose che lui mi ha dato a quell'età, 16 anni, quando arrivai all'Arsenal. Come far crescere i ragazzi, a cosa dava più importanza, quando si sbagliava. Come reagiva anche, quando facevi qualcosa magari fuori dal campo che non dovevi fare o che magari tra 10 anni non avresti fatto".
Un affetto incalcolabile per il suo ex allenatore: "La verità è che è una persona che mi ha aiutato tanto e mi ha fatto vedere il calcio e la vita da un'altra prospettiva". Infine, il passaggio cruciale anche sul futuro di Nico Paz, gioiello argentino e beniamino della tifoseria del Como che però potrebbe essere rilevato dal Real Madrid: "È un grande ragazzo, ci ha dato tanto e lui altrettanto. Penso sia una comunione quasi perfetta, però alla fine siamo il Como. La pressione non è la stessa, lo sviluppo che sta avendo è molto alto. Io lo vedo quasi unico, la verità è che lui come mio padre hanno creduto in me dal primo minuto quando la squadra era appena salita".
Fabregas però non dimentica le prime difficoltà ritrovate nel ritorno alla massima serie per il Como l'anno scorso, pur sempre con la massima fiducia da parte di Nico Paz e suo papà: "La Juventus ha segnato tre gol nella prima partita di campionato l'anno scorso e abbiamo perso la coppa contro la Sampdoria. Ma loro hanno voluto continuare insieme perché credevano che io fossi l'allenatore giusto e che noi fossimo il contesto perfetto per lui in questo momento".
"Lui è cresciuto, ovviamente è cresciuto molto. Ci ha aiutato molto e continuo a pensare che per la sua crescita, e io che lo conosco molto bene perché vedo la sua vita quotidiana: sono molto esigente con lui, credo che un altro anno qui gli farebbe molto bene", ha confidato circa il prossimo passo che dovrà compiere il '10' argentino, con il Real Madrid facilitato dalle clausole di recompra inserite nell'accordo firmato nell'estate del 2024. Una che potrebbe essere fatta scattare proprio nel prossimo mese.
"Parlo in base a ciò che vedo e a come conosco Nico", ha aggiunto Fabregas. Precisando un passaggio: "Da qui in poi nessuno ha parlato con nessuno perché abbiamo ancora molto in gioco. In queste ultime partite non abbiamo preso nessuna decisione, o almeno non ci è stato detto nulla, né da parte del Real Madrid né da parte del giocatore. Quindi, siamo molto tranquilli perché è un ragazzo molto umile con una famiglia molto tranquilla che lo guida molto bene. Sono davvero tranquillo perché credo che prenderà la decisione giusta", la conclusione.











