Condò sui prossimi Mondiali: "C'è una cosa che mi fa pensare che nel 2030 sarà a 64 squadre"
Nell’edizione odierna del Corriere della Sera è possibile leggere un editoriale a firma del noto giornalista Paolo Condò che, a proposito del Mondiale, scrive: “C’è una statistica che non lascia dormire agli inglesi sonni tranquilli in vista dell’ottavo di finale contro il Messico. La nazionale di casa ha giocato in totale dieci partite al Mondiale all’Azteca e ne ha vinte otto, pareggiando le altre due”.
Su Canada e USA aggiunge: “I canadesi non hanno sfruttato il privilegio di giocare in casa perché la condizione era quella di vincere il proprio girone, e loro sono arrivati secondi: il Sudafrica nei sedicesimi l’hanno battuto a Los Angeles e stasera affrontano il Marocco negli ottavi a Houston. Gli Stati Uniti hanno passato il primo setaccio a San Francisco, e aspettano il Belgio a Seattle. Il passaggio in blocco agli ottavi dei tre Paesi organizzatori, è un risultato che avvalora tecnicamente la scelta di Infantino di riportare il Mondiale in Nord America”.
Sui prossimi Mondiali, Condò non ha dubbi: “Nel 2030 l’organizzazione riguarderà soprattutto il binomio Spagna e Portogallo, con l’aggiunta del Marocco per rimettere piede in Africa vent’anni dopo, e alcune partite in Uruguay, Argentina e Paraguay per festeggiare il centenario del torneo. A regola dovrebbero esserci sei Paesi qualificati d’ufficio come organizzatori, il che fa immaginare un ulteriore allargamento a 64 nazionali. Il Mondiale smarcherà così Europa, Africa e Sudamerica, e visto che quest’anno si gioca in Nordamerica, e che l’Oceania è troppo lontana per tutti, per il 2034 resta solo l’Asia. Col risultato che nel giro di dodici anni il Mondiale di calcio sarà andato due volte nel Golfo, in Qatar e in Arabia Saudita, dove il calcio, lo dicono i risultati, non esiste”.






