De Bruyne, il papà: "Un giorno osannato, l'altro è troppo vecchio. Belgio? Non so se continuerà"
Dal 3-2 valso gli ottavi di finale del Mondiale 2026 il Belgio ha faticato tremendamente contro il Senegal, seppur avendo la meglio. Nemmeno Kevin De Bruyne è stato risparmiato dalle critiche, dopo una prestazione ben lontana dall'essere definita super, come per il resto dei suoi compagni nei Diavoli Rossi. "Beh, in linea di principio non dovremmo lamentarci", ha detto in tutta risposta il papà del centrocampista del Napoli, Herwig, a hbvl.
"A quanto pare abbiamo giocato meno bene nelle prime due partite, ma guardate gli altri gironi? Anche paesi come Spagna e Inghilterra hanno dovuto faticare. Quella con il Senegal è stata una partita molto difficile, ma alla fine ce l'hanno fatta. Quando Lukaku ha segnato, ho ricominciato a crederci", ha spiegato KDB senior. "Sul 2-2 non sapevo cosa dire, ho persino avuto le palpitazioni (ride, ndr). Dovremmo essere contenti di essere passati al turno successivo, considerando quanti risultati sorprendenti ci sono già stati in questo torneo. Grandi nazioni eliminate o qualificate per un pelo. In passato si poteva quasi prevedere in anticipo quali nazioni sarebbero arrivate ai quarti di finale di un Mondiale; quei tempi sono decisamente finiti".
Tanti media belgi, però, hanno preso di mira De Bruyne, definendolo ex campione all'età di 35 anni. E suo padre ha replicato così: "Ormai ci sono abituato dopo tutti questi anni e non me ne preoccupo più. È così che funziona nel calcio. Se Kevin gioca una buona partita una settimana, viene osannato. Se la volta successiva gioca male, improvvisamente è considerato troppo vecchio", ha ragionato il padre. "Sono istantanee di momenti specifici; non me ne preoccupo e metto quei commenti nella giusta prospettiva. Kevin non è solo in campo, ognuno deve fare la sua parte".
Quanto alla permanenza di Kevin De Bruyne nel giro della Nazionale, il padre Herwig non si è sbilanciato: "Solo lui può prendere questa decisione. Dipenderà innanzitutto dal suo fisico e da come reagirà nei prossimi anni. Dopotutto, Kevin ha subito due gravi infortuni a 35 anni. Ora si è completamente ripreso, ma si vede che il suo corpo ha risentito di diciotto anni di calcio professionistico".
Insomma, una situazione delicata. E il papà ha aggiunto: "Kevin gioca anche in una posizione in cui non ci si può nascondere. Alcune zone del campo sono meno impegnative, ma come trequartista si è costantemente in movimento. Non penso proprio sia un problema di motivazione. Finché Kevin potrà, continuerà. Non è nel suo carattere arrendersi. Quindi, se potrà continuare a dare un contributo importante, rimarrà un Diavolo Rosso. Ma se sentirà che non è più così, allora non prolungherà la sua carriera internazionale e deciderà autonomamente che è ora di smettere".
Poi ha concluso: "Vedo già che considera importante dare consigli ai giovani giocatori e prepararli per quello che verrà, questo è lodevole da parte sua. Mi dispiacerebbe se smettesse di essere un Diavolo Rosso? In realtà non mi interessa. Vedrò cosa deciderà Kevin. Di certo non lo forzerò, è una sua scelta". A fine Mondiale, sicuramente, farà ritorno al Napoli ereditato da Max Allegri. A quel punto si farà luce anche sul suo futuro.






