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È tornato lo squadron: Orsolini bussa e trascina un Bologna più maturo

È tornato lo squadron: Orsolini bussa e trascina un Bologna più maturoTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:15Serie A
di Leonardo Nevischi

Tra le mura del Dall'Ara il Bologna riparte da dove aveva lasciato lo scorso anno: con concretezza, spirito di gruppo e un protagonista che non tradisce mai nei momenti chiave. La vittoria per 1-0 contro il Como, firmata da Riccardo Orsolini, non è stata solo la conferma del talento dell’esterno marchigiano (fresco di convocazione dal ct Gattuso), ma anche la dimostrazione di come la squadra sappia soffrire e colpire al momento giusto.

La partita, valida per la seconda giornata di Serie A, non è stata una passerella. Il Como di Cesc Fàbregas si è presentato con coraggio, provando a togliere ritmo ai rossoblù e ad approfittare di ogni spazio lasciato scoperto. Ne è uscita una gara spigolosa (8 cartellini gialli), dove il Bologna ha dovuto mettere da parte l’estetica per privilegiare la sostanza. Il Como si è presentato con coraggio e ordine tattico, imbrigliando a tratti la manovra rossoblù e costringendo la squadra ad affidarsi più alle iniziative individuali che a un gioco corale (il gol vittoria, di fatto, porta le firme di Lucumì, Castro e Orsolini).

Proprio in queste partite, però, emergono i giocatori che fanno la differenza. Orsolini ha confermato di essere il volto simbolo della squadra: gol pesante, leadership silenziosa e una crescente consapevolezza nei propri mezzi. La sua rete ha tolto le castagne dal fuoco a un Bologna che stava iniziando a soffrire la pazienza tattica dei lariani.

Al di là del risultato, resta il dato più importante: la maturità. I rossoblù hanno imparato a vincere anche quando non incantano, segno di una crescita che parte dal lavoro quotidiano e che si riflette sul campo. Con Heggem all’esordio al fianco di Vitik in una difesa inedita completata da Zortea e Lykogiannis, la squadra ha retto bene nonostante i cambiamenti forzati, ma i meccanismi devono ancora affinarsi. A centrocampo si è visto un po’ di affanno nella gestione del ritmo, con i lariani capaci di rallentare e accelerare la gara a piacimento. Segnali che non devono essere ignorati: la squadra è solida, ma deve ancora trovare quella continuità di gioco che la renda meno dipendente dalle giocate dei singoli.

La nota positiva è la maturità: rispetto al passato, il Bologna sa soffrire e non si disunisce, anche quando la partita diventa complicata. È il segno di una squadra che ha imparato a vincere pure di corto muso. È presto per fare bilanci, ma tre punti in avvio di campionato pesano tantissimo. In un torneo dove ogni passo falso rischia di essere pagato caro (e il Bologna questo lo sa bene: l'anno scorso passò dal lottare per un piazzamento Champions al nono posto in un battibaleno), i felsinei hanno mandato un segnale chiaro: vogliono competere partita dopo partita per puntare a confermarsi nella parte alta della classifica.

La differenza, come spesso accade, la fanno i dettagli. E ieri il dettaglio si chiamava Riccardo Orsolini, sempre più bandiera e idolo: adesso è ad appena un gol in rossoblù da Beppe Signori (66 a 67).

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