Capuano (Radio 24) sulla Superlega: "L'Eurolega dimostra che una strada c'è"
Dalla splendida cornice di VIlla Igiea a Palermo, dove sono stati annunciati i vincitori dei premi del Golden Boy 2022, col massimo alloro finito a Gavi del Barcellona, Tuttomercatoweb.com ha parlato di calcio del futuro, di Superlega e di sistema con un collega come Giovanni Capuano, firma di Panorama e voce di Radio 24.
Back to back del Barcellona: da Pedri a Gavi
"Mi sorprendo che per uscire dalle difficoltà Laporta abbia deciso di impegnare i gioielli di casa per una campagna onerosa per giocatori distanti dai valori della cantera. O pensano che i giocatori non siano all'altezza, e allora è giusto che si rivolgano sul mercato così, o stanno sbagliando e si sono fatti prendere dall'ansia di prestazione. E una parte dei denari investiti potevano risparmiarseli".
Fretta e ansia da prestazione: raccontiamo il lancio della Superlega nel 2021?
"Il progetto dell'aprile 2021 è miseramente fallito perché è stato presentato male ma sarebbe ingeneroso prenderselo solo con quello. E' stato ideato male. Il nuovo progetto probabilmente avrà un nome diverso, nasce con una luce diverso, ci sono mesi di lavoro davanti per chi vuole scrivere un nuovo format. C'è un passaggio importante che è il verdetto della Corte di Giustizia della Primavera 2023 che dovrà riscrivere gli equilibri del calcio. La cosa che si è capita dallo scontro è che il calcio non è più uno sport. Farlo ragionando solo di questo è retrogrado e ipocrita".
Che passaggi adesso?
"Non credo che la Superlega abbia la possibilità di trovare un'interlocuzione con la Uefa, siamo al muro contro muro. Immagino che possano creare un percorso condiviso. Ci sono sport dove girano miliardi ma i ruoli sono diversi tra chi scrive e gestisce le regole e chi scrive e gestisce le manifestazioni. Penso alla Formula 1 e anche alla divisione nel calcio tra quel che fa la Federazione e quel che fanno le Leghe".
Si arriverà a qualcosa di simile?
"Se dalla Corte di Giustizia Europea non arriverà qualcosa che spaccherà tutto in un senso o nell'altro. Ci sarà spazio per disegnare questo nuovo equilibrio e andremo davanti a un calcio che sarà diverso. Può anche far paura, anche se altri sport ci sono passati".
Sarà il calcio dei ricchi o è uno spauracchio populista?
"Noi siamo vicini al modello Eurolega, che ha vissuto una scissione rispetto al vecchio modo di gestire le competizioni importanti e ha trovato un equilibrio che non ha ammazzato le competizioni nazionali. E' una transizione che andrà gestita perché può far paura, serve gestire la base. Però l'Eurolega non ha ammazzato il campionato, anzi. Significa che qualcosa si può fare che tenga insieme tutti e due gli aspetti: di sicuro, e lo stiamo vedendo anche in queste settimane, non è possibile che ci siano istituzioni sovranazionali come Uefa e Fifa che lavorano con rischi d'impresa limitate utilizzando quelli di fondi, magnati e multinazionali. I soldi degli altri servono per tenere in piedi il carrozzone e negli ultimi anni siamo stati attraversati dal dramma sociale ed economico".
Solo la Premier è in crescita costante
"La Premier League si permette di spendere di più perché incassa di più, di fatto è una Superlega in Europa. Non c'è nessuno che regge se non il PSG che vive dentro una bolla che ognuno può giudicare".






