Fortini: "Esordio a Torino impressionante. L'anno alla Fiorentina mi ha fatto crescere"
Niccolò Fortini, da quest'estate un nuovo esterno del Torino che lo ha prelevato dalla Fiorentina con la formula del prestito con diritto di riscatto, ha parlato ai canali ufficiali della società granata: “Mi sto trovando benissimo, il gruppo mi ha accolto in modo straordinario. Sono contento di essere qui. Siamo una squadra giovane e con voglia di imparare e lottare, ci alleniamo sempre a duemila”.
Prima di arrivare aveva sentito Comuzzo?
“Sì. È il mio migliore amico nel calcio, ci sentivamo spesso in estate e siamo stati insieme in Nazionale. Quando c’è stata l’occasione di giocare insieme, eravamo molto felici. Gli ho chiesto del Toro, mi ha sempre parlato bene. Ha influito molto sulla mia decisione”.
Conosceva Torino?
“C’ero stato un paio di volte, ora sto dando un’occhiata alla città. Magari vado a visitare qualche museo”.
Ha formato nuovi legami?
“Con Siviero, poi Cacciamani lo conoscevo già. Oristanio è il compagno con cui ho legato di più, anche Vlasic mi ha dato una mano ad ambientarmi”.
Sente di aver imparato qualcosa alla Fiorentina?
“Sicuramente. L’anno scorso è stato tosto, ma ci ha fatto crescere. Per me era il primo anno in Serie A, mi ha aiutato a crescere”.
Com'è stato l'esordio a Torino?
“Bella emozione, era la prima volta al Grande Torino. Era tutto pieno, è stato impressionante”
Cosa si porta dalle giovanili viola?
“Sono stati anni belli, in Primavera ho condiviso tutta la mia carriera calcistica. Siamo stati insieme tanti anni, ammiro Galloppa”
Com’è andata alla Juve Stabia?
“Bella esperienza. All’inizio ero titubante, avevo 18 anni e avevo fatto solo un anno in Primavera. Sarebbe stato un bel salto, poi non sarei stato vicino a casa. Ma ho trovato una squadra fantastica, abbiamo fatto una bella stagione fino ai play-off. La ricorderò come l’esperienza più bella della mia vita”.
Che effetto fa ritrovare Mandragora?
“Ci dà una grande mano, sono contento che sia arrivato. Anche a Firenze mi ha aiutato tanto, più di tutti, ed è un grande giocatore”.
Che sensazione è stato l'esordio in Nazionale maggiore?
“Emozione indescrivibile: far parte dell’Italia è una cosa che sogni da quando sei bambino. Non mi sembrava quasi vero, ci ho messo un po’ a realizzarlo”
Viene raccontato come un giocatore duttile.
“Mi piace interpretare più ruoli, soprattutto sugli esterni. Mi piace correre, poi nel calcio di oggi devi saper fare più ruoli per poter giocare di più”.
Perché il numero 29?
“Sono sempre stato un grande tifoso del Chelsea, in quegli anni era il numero di Havertz ed era tra i miei giocatori preferiti”.
Qual è il suo primo ricordo sul calcio?
“Le partite che vedevo con mio papà e mio fratello, anche loro hanno questa passione. Sono loro che me l’hanno trasmessa”.
Suo papà era calciatore.
“Ho un bellissimo rapporto da sempre, è tra le persone più importanti della mia vita. Mi ha sempre dato una grande mano, cerca di lasciarmi il più libero possibile. Non è una cosa scontata, lo ringrazio moltissimo per l’aiuto. Da quando ero a Firenze, facevo su e giù con Lucca e mi portava lui: parlavamo tanto, è merito anche suo se sono qui”
Passioni extra?
“Il tennis, giocarlo e vederlo. E poi la Playstation, come tanti di noi: nel tempo libero giochiamo tanto a Fifa e Nba”
Ha una playlist pre-gara?
“Mi piace caricarmi con Katy Perry e Justin Bieber, poi un rapper inglese SD Kid. Rituali? Ne ho tanti, è una cosa che mi dà fastidio ma ci convivo. E non li dico (ride, ndr)”
E un obiettivo personale?
“Fare una grande stagione a livello personale e di squadr.a Siamo un grande gruppo, possiamo riuscirci. Mister, presidente e direttore mi hanno dato una grande occasione, spero di ripagarli”.






