Furlani-Moncada, un gruppo di lavoro flop: tanti soldi spesi e male. I top e i flop
442 milioni spesi in cartellini, 304 incassati. Saldo mercato di -138 milioni. Questo è quanto nei tre anni del gruppo di lavoro capeggiato da Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, con la collaborazione nell'ultima stagione di Igli Tare. Il tutto ha portato a una qualificazione alla Champions League su tre tentativi. Al primo anno.
Non sono mancate le grandi intuizioni, su tutte quella di Tijjani Reijnders che per costo/rendimento è stato di gran lunga il miglior acquisto del Milan di RedBird, nonché miglior centrocampista della Serie A 2024/25. La sua cessione al Manchester City dopo due anni certifica lo status di un club, quello rossonero, che i migliori elementi alla fine li piazza, se arriva l'offerta. Anche Christian Pulisic, al netto dell'orribile girone di ritorno di questo campionato, è stato a conti fatti un affare. Poco altro per il resto: Pavlovic e Fofana hanno qualità e avranno mercato mentre Rabiot fa parte del nuovo corso Tare.
Loftus-Cheek ha fatto bene il primo anno, scomparso il secondo e visto a spizzichi e bocconi in questa stagione. L'inglese, però, pagato 19 milioni, non è da considerarsi un investimento sbagliato. Diverso il discorso di Emerson Royal, per il quale il Milan in un anno ha accettato una minusvalenza pur di liberarsene. Musah e Chukwueze rientreranno a fine stagione, con Atalanta e Fulham che non li riscatteranno. Okafor pur non brillando troppo ha portato a una plusvalenza. Misteriosi alcuni affari, come gli argentini Pellegrino e Romero, oppure Filippo Terracciano. Gimenez è a conti fatti il flop più clamoroso quanto inatteso: arrivato da salvatore della patria a gennaio 2025 per 30 milioni, è riuscito ad andare oltre le più nere previsioni. E pensare che era arrivato per mettere una toppa al flop Morata, scappato via alla prima occasione.
Gli acquisti di questa stagione, infine, in collaborazione con Igli Tare: 170 milioni investiti. Male, a giudicare dal risultato finale.











