Milan, la rivoluzione dei dirigenti può costare oltre 21 milioni. Il solo Furlani ne pesa 10 lordi
Il terremoto scoppiato ieri in casa Milan dopo il mancato raggiungimento della Champions League continua a produrre effetti pesantissimi. La rivoluzione voluta da Gerry Cardinale ha infatti portato all’esonero di Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada, e, oltre alle inevitabili conseguenze tecniche e societarie, rischia ora di avere anche un impatto economico enorme per le casse del club.
Gli esborsi maggiori riguardano quelli che il club rossonero dovrà garantire all'ex amministratore delegato Giorgio Furlani. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il dirigente aveva recentemente rinnovato il proprio contratto fino al 2028 a 3 milioni di euro netti più bonus, per un totale di circa 10 milioni di euro lordi. A ciò si aggiunge il contratto da 5 milioni di euro netti - 9 lordi - percepito da Allegri fino al 27 e il triennale da 800mila euro - 3 milioni lordi - di Igli Tare. Diverso il discorso per Moncada: il capo scout era in procinto di rinnovare, fa sapere la rosea, ma il suo contratto non è stato depositato e per questo il club rossonero dovrà pagarlo fino al 30 giugno.
Tutte spese che ovviamente al momento sono soltanto teoriche. Potrebbero infatti subentrare transazioni con il personale sollevato dall’incarico. Per esempio con Allegri, qualora volesse allenare un’altra squadra nel 2026-27. Un motivo in più per il Milan per sperare che alla fine il Napoli, la Nazionale italiana o un'altra squadra, affondino il colpo.











