Giannichedda: "L'Udinese mi ha cambiato la vita. Zaccheroni? Un maestro, gli devo tanto"
L'Udinese come trampolino di lancio verso una carriera ai massimi livelli. Giuliano Giannichedda, intervistato dal Messaggero Veneto, ha ripercorso le tappe della sua esperienza in Friuli, iniziata oltre trent'anni fa e rivelatasi decisiva per il suo percorso nel calcio. L'ex centrocampista ha ricordato il curioso retroscena del suo approdo in bianconero: "Vennero a vedermi durante Ischia-Sora. Lo seppi solo dopo la partita: ero promesso sposo del Genoa, poi a fine stagione don Mario mi accompagnò a Milano allo stand dell'Udinese. Il prete del paese trattava insieme al direttore sportivo Antonio Frasca. Erano scene di un altro calcio".
Il salto dalla Serie C alla Serie A fu immediato, ma Giannichedda riuscì ad adattarsi rapidamente: "La fortuna è stata arrivare in un ambiente sano, con la cultura del lavoro. Le differenze? La fisicità e la velocità della palla, ma sono riuscito a prendere subito le misure". Un ruolo fondamentale lo ebbe Alberto Zaccheroni: "Un maestro, parlava molto con i giovani ed era una persona di grande spessore. Gli devo tanto".
Infine il ricordo più bello di quell'Udinese capace di sorprendere tutti: "A Roma mi sono consacrato, ma ciò che abbiamo fatto a Udine è stato magico. Arrivare terzi nell'epoca delle sette sorelle, con quell'unità tra società, squadra, tifosi e stampa, resta qualcosa di straordinario".






