Grinta, intensità e maglia sempre sudata: come Blessin si è preso il Genoa in 42 giorni
Il gesto a fine partita venerdì scorso è stato molto eloquente. Alexander Blessin si stava dirigendo verso il tunnel degli spogliatoi, la partita contro l’Inter era terminata già da un po'. Il tecnico tedesco si ferma a centrocampo, cambia immediatamente direzione verso una Gradinata Nord ancora presente a cantare - è stato così fino a mezzanotte circa -. Una serie di inchini scanditi dagli "olé" dei tifosi e poi un un urlo, non di liberazione, ma di condivisione con il pubblico. Con il suo pubblico. Sono trascorsi 42 giorni da quel 19 gennaio, giorno in cui un allenatore, sconosciuto ai più arrivava dall'Ostenda per traghettare il Grifone fuori dalle secche della zona retrocessione. Concentrato in panchina, sempre sorridente davanti alle telecamere con il suo fido traduttore, e membro dello staff tecnico, Massimo Mariotti.
Grinta e sudore
L’impresa è rimasta ancora a metà visto che i rossoblu distano ben otto punti dal quartultimo posto ma quello che risalta di più agli occhi è stata l’empatia che si è creata fra la squadra, il tecnico stesso e il pubblico. Una scintilla scoccata già in quel Genoa-Udinese dove la vittoria non è arrivata ma sugli spalti è stato apprezzata la grinta mista alla voglia di combattere fino all’ultimo minuto messe in campo dai giocatori. I dati lo spiegano molto bene come l’intensità sia decisamente migliorata così come i palloni recuperati oltre al fatto che la maglia, importante come quella rossoblu, è sempre stata sudata. E questo senza dubbio è stato apprezzato.
Decisiva con l'Empoli
Adesso però serve il cambio di marcia. A partire dalla gara casalinga contro l'Empoli che rappresenta, come Salernitana e Venezia, l'ultima occasione per rimettere in discussione la corsa per non retrocedere. Anche in questa occasione il Genoa avrà dalla sua parte il suo pubblico, sempre pronto a dare una mano nei momenti di difficoltà. Non sarà della partita Cambiaso mentre gli altri infortunati verranno valutati in settimana. All'aggressività e al pressing andrà coniugata anche la qualità e la pressione sotto porta, che in queste partite sono mancate, per poter capitalizzare le occasioni che vengono create - anche con l'Inter ce ne sono state un paio clamorose -. Basta poco per provare ad invertire la rotta. E vedendo le ultime prestazioni sotto la gestione Blessin sarebbe un vero peccato non provarci.






