Hellas, col Milan quinto k.o. consecutivo. Ma la prima di Bocchetti ha restituito il vecchio Verona
Inizia con una sconfitta l'era Bocchetti a Verona. Per molti tratti preventivabile, contro il Milan campione d'Italia e con più di un'assenza pesante (l'ultima, in ordine di tempo, di Josh Doig, fermato da un infortunio muscolare nella rifinitura). Eppure l'amarezza con cui l'Hellas ripone in archivio la sfida con i rossoneri è quasi pungente: lo è perché per lunghi tratti sono tornati a fare capolino i connotati-cardine delle ultime stagioni: aggressione alta, giri del motore al limite della soglia di sopportazione e un abbondante carico di coraggio.
Un ritorno all'antico in piena regola
La sensazione, risultato finale a parte, è che al Bentegodi sia stato riannodato un filo. Reciso non per colpa di Cioffi, che ha poi tentato con il poco di cui disponeva di riattaccare i due capi. Bocchetti è stato il vice di Tudor per l'intera stagione scorsa, e dunque, a differenza del collega, non ha dovuto cominciare da zero, ma ha avuto l'opportunità di attingere da un patrimonio di lavoro e conoscenze molto più composito. Un 'vantaggio' che ieri si è tradotto in una risposta temperamentale (ma anche sul piano tattico) convincente, che ha per lunghi tratti ha restituito, appunto, il vecchio Hellas. Sono cinque k.o. consecutivi in campionato, ma per il Verona può essere davvero un nuovo inizio. Bocchetti, come Tudor, comincia la sua avventura contro una big: il croato bagnò il debutto con una vittoria (contro la Roma), ma chissà che non possa essere di buon auspicio. Una scintilla è già scoccata, la ricostruzione delle prossime settimane dovrà alimentarla e renderla fuoco vivo. Il primo ad esserne consapevole è proprio Sasà: "La strada è in salita, ma con questi ragazzi sarà più facile - ha commentato nel dopo-gara -. Sono convinto che con questo atteggiamento perderemo poche partite".






