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Road to Qatar 2022 - Germania mina vagante: perché non è testa di serie

Road to Qatar 2022 - Germania mina vagante: perché non è testa di serie
© foto di Imago/Image Sport
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
venerdì 1 aprile 2022, 17:23Serie A

C'è una squadra da evitare. Oggi alle 18, in quel di Doha, si terrà il sorteggio per la fase a gironi dei Mondiali di Qatar 2022. La mina vagante, un po' per tutti, ha un solo nome: la Germania. Complice il cervellotico meccanismo del ranking FIFA, Berlino - che ha vinto nove gare su dieci nel suo girone di qualificazione - si è ritrovata in seconda fascia. Come fosse, con tutto il rispetto, un Messico qualunque.

Come sta la Germania. Nelle ultime grandi competizioni, va detto, non ha fatto un figurone: eliminata al primo turno nel 2018, si è arresa agli ottavi di finale contro l'Inghilterra a EURO2020. L'era di Joachim Löw, del resto, era agli sgoccioli: selezionatore in maniera ininterrotta dal 2006 al 2021, ha vinto i Mondiali del 2014 e la Confederations del 2017, collezionando anche due secondi (agli Europei) e due terzi posti (ai Mondiali, 2006 e 2010). Al suo posto, annunciato già prima dell'Europeo itinerante, c'è Hans-Dieter Flick: campione di tutto - ma proprio tutto - nel 2020 con il Bayern Monaco, ha superato la concorrenza di Ralf Rangnick, il grande maestro del calcio moderno tedesco.

Che squadra è. In rinnovamento, ma perenne. L'età media delle ultime convocazioni è di 26 anni, in rosa convivono mostri sacri e nuovi talenti. Da un lato ci sono i vari Neuer, Muller, Gundogan; dall'altro, il futuro sono Musiala, Havertz, quel Florian Wirtz che è entrato nel giro a marzo di quest'anno e ora è ai box per infortunio. Nel mezzo, gente come Kimmich, Sané e ter Stegen. Il percorso di qualificazione è stato quasi immacolato: unica sconfitta - con Low in panchina - il clamoroso 2-1 subito in casa dalla Macedonia del Nord. Al suo arrivo, Flick ha cambiato leggermente modulo (dal 4-3-3 al 4-2-3-1) e preso solo due gol nelle restanti sette partite, tutte vinte.

Perché non è testa di serie. Non è solo merito delle stranezze del ranking FIFA, ove la Germania è precipitata dal primo posto del 2018 al dodicesimo attuale. Unica nazionale europea - e col Brasile sono le uniche in assoluto - sempre presente dal 1972 a oggi, ha la storia anche recente dalla sua, ma gli ultimi quattro anni, cioè quelli utili ai fini del ranking FIFA, sono pesantissimi. Tra Russia 2018 ed EURO2020, per esempio, ha vinto soltanto due delle sette partite disputate. Le amichevoli hanno ormai un peso inferiore, ma la Nations League - le cui gare valgono quanto quelle di qualificazione - è stata un altro flop colossale: della nuova competizione, la Germania ha vinto appena due partite sulle dieci giocate, perdendone tre. A confermare che il problema non è solo il ranking FIFA, infine, sovviene il World Football Elo Ratings, il principale metodo alternativo di classificare le nazionali di calcio del mondo, basato sul sistema già usato per gli scacchi: la Germania è addirittura tredicesima in quella graduatoria. Non sarebbe stata testa di serie comunque. Anche se oggi nessuno vorrà pescarla.

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