Il diktat di Sartori e Motta: il gioiello Ferguson blindato a giugno. Nonostante le tante richieste
La stagione del Bologna è fatta da tanti protagonisti. Uno è uno scozzese che ha il calcio nel sangue, decisivo anche nell'ultima sfida di campionato contro l'Atalanta, è Lewis Ferguson. Uno dei tanti gioielli della meravigliosa stagione degli emiliani, portata a Bologna da Giovanni Sartori, Marco Di Vaio e tutto il comparto scouting della formazione attualmente in piena lotta per la Champions League del futuro.
Buon sangue non mente
Suo zio Barry è stato una leggenda dei Glasgow Rangers mentre il padre Derek, oltre che ai Gers, ha giocato a lungo in patria e in Inghilterra. E' il primo della famiglia in Italia, e quello che l'ha subito conquistata, soprattutto nella gestione Thiago Motta. Classe '99, la vita calcistica inizia nella squadra di famiglia, i Rangers, ma di fatto costruisce la sua carriera all'Hamilton. Nonostante la giovanissima età diventa un punto fermo del club e nel 2019 vince lo Scottish Football Writers Association Young Player of the Year. Praticamente sempre titolare nell'ultima annata all'Aberdeen, è diventato anche un perno nel giro della nazionale scozzese. Centrocampista totale, abilissimo sui piazzati, gioca da interno o da mediano e in questo girone d'andata è diventato un vero e proprio totem del Bologna di Motta.
Inamovibile a gennaio
Il diktat di Sartori e Motta è chiaro. A gennaio, Lewis Ferguson non lascerà la città delle Due Torri. Non partirà perché è uno dei perni del progetto, poi tutti sono consci che potrebbero arrivare al club di Joey Saputo delle proposte irrinunciabili per lui e per Joshua Zirkzee nell'estate che verrà. In Italia le proposte arrivate finora, dalla Lazio su tutte, non hanno convinto il Bologna a liberarlo e adesso stanno arrivando proposte importanti dalla Premier League. Con l'idea chiara: a gennaio resta a Bologna, per continuare a vivere un sogno.






