Inter, attacco da scudetto ma la Champions chiede di più: la dirigenza studia le mosse giuste
Lo scudetto è sul petto, la Coppa Italia in bacheca e l'Inter di Cristian Chivu ha appena vissuto una stagione da incorniciare. Oggi la squadra a bologna si concederà poco più di una passerella, con tante seconde linee che potrebbero trovare spazio dall'inizio o a gara in corso. Il reparto offensivo nerazzurro quest'anno ha funzionato eccome: Lautaro Martinez e Marcus Thuram hanno trascinato la squadra a fasi alterne nei momenti chiave, Bonny si è ritagliato il suo spazio e Pio Esposito ha dimostrato di poter vestire una maglia pesante e di saper gestire anche la pressione. Un attacco rodato che sa cosa voglia dire vincere, eppure guardando all'Europa qualcosa manca ancora. Chivu lo sa e anche la dirigenza.
Un reparto che funziona, ma con un limite strutturale
La coppia Lautaro-Thuram è da diversi anni a questa parte tra le migliori d'Europa nel suo genere. Il capitano argentino è il riferimento tecnico e catalizzatore della manovra offensiva. Il francese è potenza e pressing. Insieme sono ormai un'unica entità. Bonny aggiunge fisicità e una certa imprevedibilità, Pio Esposito porta la freschezza e la fame del nove puro, quello che quest'anno è servito nelle situazioni più spinose. Il problema però è la flessibilità tattica.
Il 3-5-2 è il modulo che l'Inter conosce a memoria, ma in Champions League serve altro.
Il salto: dal 3-5-2 a qualcosa di più
Qui entra in gioco il mercato. Nessuno vuole stravolgere un attacco che funziona (ricordando anche l'apporto offensivo del centrocampo) ma aggiungere una risorsa in grado di cambiare il volto della squadra a partita in corso o di aprire scenari tattici nuovi dall'inizio. Un profilo imprevedibile capace di svariare tra le linee, di saltare l'uomo, di permettere al tecnico di passare a un 3-4-3 o a un 3-4-2-1 quando la situazione lo richiede. Un giocatore simile a Lookman per intenderci, protagonista l'anno scorso di una vera telenovela estiva. Le squadre che hanno vinto o sfiorato la Champions nell'ultimo ciclo avevano tutte una caratteristica comune: la capacità di sorprendere, di non essere mai del tutto leggibili. E all'Inter questo salto definitivo serve più che mai. La finestra di mercato si aprirà il 29 giugno e l'Inter si muoverà con la consueta logica di Oaktree: colpi mirati, profili giovani o comunque valorizzabili, investimenti sostenibili. L'attaccante è uno dei quattro rinforzi programmati per la prossima stagione, insieme a un difensore, una mezzala fisica e un esterno. Perché vincere in Italia è un conto, ma per la Champions serve di più.











