Inter-Benfica, intensità e tanti errori: 0-0 all'intervallo, Barella rischia su Neres
Se ad aprile Inter-Benfica si era sbloccata sin dai primissimi minuti, questa sera è l'equilibrio a farla da padrone al Meazza, almeno per ora. Il primo tempo, tra ritmi altissimi, tanti errori e qualche rischio di troppo da entrambe le parti, si conclude infatti sul risultato di 0-0. Sfida a viso aperto e ad armi pari tra le due squadre, lo spettacolo è soprattutto nell'intensità che entrambe riescono a mettere in campo. Meno apprezzabili alcune soluzioni tecniche, troppo spesso sbagliate. Un'occasione per parte: meglio il Benfica - anche perché vedere l'Inter sotto nel possesso palla non capita tutti i giorni, a San Siro - ma risultato giusto per quanto espresso finora.
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Subito il Benfica. L'intensità è una delle caratteristiche del Benfica e la squadra di Schmidt la mette in campo sin da subito. In avvio, l'Inter si affida al gioco di rimessa: Mkhitaryan arriva tardi su un bel cioccolatino di Dumfries, Thuram - impreciso in diverse occasioni nei primi minuti di gara - sbaglia il suggerimento per la sovrapposizione di Barella. Brividi a San Siro, privo di tifosi benfiquisti, quando la difesa nerazzurra si addormenta su una rimessa laterale: Aursnes a tu per tu con Sommer sceglie il primo palo, comunque reattivo il portiere elvetico.
Imprecisioni e un rischio. Col passare dei minuti, la squadra di Inzaghi prende campo: mancano precisione e pulizia tecnica negli ultimi 15-20 metri, perché il Benfica di spazi ne concede anche parecchi. Al 22' Schmidt perde Bah, perplesso e dolorante: dentro Araujo. Alla mezz'ora, altri sudori freddi per il Meazza: Neres va a terra in area dopo un contatto con Barella. Makkelie e VAR decidono in qualche nanosecondo per la rimessa dal fondo: resta qualche dubbio. Nel fiale, una paratona per parte: quella di Sommer su Aursnes è tanto bella quanto inutile per la posizione irregolare dell'avversario, Trubin neutralizza invece una gran botta dell'ex potenziale compagno Barella. Nota a parte sul fuorigioco, perché la prima frazione si conclude su un tiro di Kokcu a gioco fermo: davvero troppo lenta la squadra arbitrale nel segnalare gli offside.






