Kean: "Io un prescelto, mi ispiro a Batistuta. Avrei voluto segnare nella finale di un Mondiale"
La Fiorentina intervista spesso dei tesserati e oggi è stata la volta di Moise Kean, che non ha parlato di mercato, come era prevedibile, ma sicuramente ha dato degli indizi su se stesso e la sua mentalità, parlando senza falsa modestia: "Sono uno che, tra duro lavoro e prescelto, si ritiene un prescelto. Un aggettivo in cui mi ritrovo è raro, credo che se non fossi diventato un calciatore sarei stato un rapper".
"Volevo segnare in finale del Mondiale"
Kean ha poi svelato qualche retroscena relativo ai gol segnati e a quelli mancati: "Preferisco le reti in acrobazia a quelle da fuori area. Il gol che non riesco a togliermi dalla testa è quello contro il Genoa (esecuzione acrobatica su punizione di Mandragora, ndr), quello che avrei voluto segnare invece è in finale del Mondiale. Prima del calcio d'inizio penso che devo uscire con la maglia sudata, ma a giocare a calcio mi spinge mio figlio, il gesto scaramantico è il segno della croce. Il consiglio che mi ha salvato è di farlo per me stesso perché nessun altro lo farà per me. Il consiglio che do a un calciatore emergente è di divertirsi perché è lo sport più bello che c'è, tra i giovani viola è un buon giocatore Pirrò".
"Mi ispiro a Batistuta"
Quando gli viene chiesto chi ammiri del passato viola, risponde così: "Mi ispiro a Batistuta. Andavo a vedere i miei fratelli più grandi giocare a calcio e volevo copiarli nel parco vicino al campo dove si allenavano. La prima persona che chiamo dopo una partita è mia mamma. E il ricordo più bello dell'infanzia è quando rubai un pallone all'oratorio per giocare. Il film che racconta la mia vita? 'Fly Away'. La vacanza dei sogni che vorrei fare è in Madagascar"






