L'agente di Vignato: "Lui all'estero emblema del calcio italiano. Agenti e ds troppo vicini, così non va"
"L'emblema del calcio italiano è che l' estate scorsa un talento come Samuele fosse libero e nessun club italiano si fosse fatto avanti concretamente. Un 2004 già con molte partite in serie A a zero, nessuna offerta concreta e poi vedi stranieri improbabili riempire le rose della massima serie". Inizia così a TuttoMercatoWeb.com lo sfogo di Diego Tavano, agente di Samuele Vignato, attaccante del Rijeka, protagonista in Croazia. "Siamo felici della scelta di essere andati all'estero. Samuele - prosegue Tavano - ha giocato in Conference League e sta facendo molto bene in Croazia.
Ora ha già molto mercato.
Al di fuori dei nostri confini i talenti li valorizzano, gli danno anche tempo di sbagliare, di crescere. Cerchiamo i numeri 10, li abbiamo, ma si predilige fare operazioni economiche all'estero, spendendo inutilmente soldi per intermediazioni. Devono cambiare le cose. Bisogna dare più spazio allo scouting puro, al merito, e meno al business.
Direttori e procuratori sono troppo vicini. Ci vuole rispetto tra le categorie, un agente deve essere bravo a rappresentare giocatori forti e non deve poter dire di essere forte in questa o quella società. Tutti noi procuratori dovremmo avere le stesse chance di poter portare un calciatore in qualsiasi club. Altrimenti ci rimetteranno sempre i club stessi e - conclude Tavano - il calcio italiano non crescerà mai".











