L'Hellas non può guardarsi indietro: a Lecce una finale. E il calendario non è un alleato
Ripartire non è soltanto un obiettivo, ma una necessità. E l'esercizio mentale da eseguire in questo frangente è particolarmente complesso: riflettere sugli errori commessi contro l'Inter per non replicarli più, ma al contempo dimenticare quella gara per proiettarsi nel giusto modo allo scontro diretto contro il Lecce. Guardarsi indietro, ora, sarebbe oltremodo dannoso: domenica il Verona si giocherà molto, se non tutto, nella sfida del Via del Mare. Il compito di Zaffaroni e Bocchetti è quello di mettere la squadra nelle condizioni di arrivarci con la testa sgombra, ovviamente nei limiti del possibile.
Fondamentali le prossime due. Poi un finale da brividi
Se la sconfitta storica contro i nerazzurri (mai il Verona aveva incassato sei reti in una partita casalinga di Serie A) sia stato semplicemente un brutto incidente di percorso o il prodromo di una crisi che in questa fase cruciale del campionato non sarebbe in alcun modo sostenibile lo dirà proprio il match con il Lecce. In casa gialloblù ci si sofferma sulle poche note positive: a dispetto del tracollo di mercoledì, ad esempio, nulla è cambiato negli equilibri del duello salvezza con lo Spezia. Che in questo momento è appaiato ai veneti: se il campionato finisse oggi, si andrebbe allo spareggio. Ma l'Hellas ha assoluto bisogno di affastellare punti nelle prossime due: dopo la trasferta pugliese, al Bentegodi arriverà il Torino dell'ex Juric. Seguirà un trittico finale da brividi, con trasferte in casa di Atalanta e Milan, e l'intermezzo della gara interna con l'Empoli. Si deciderà tutto in poche settimane: il Verona è ancora pienamente in corsa, e intende completare l'opera.






