L'Inter non trema più: ora c'è il Cagliari, ma il vento con Chivu è cambiato
Forse è stato davvero il rumore dei nemici a dare la sterzata all’Inter. Oppure, in maniera molto più plausibile - e senza rispolverare il vecchio adagio del solito Jose Mourinho - qualcosa è davvero cambiato nella testa dei giocatori quando si sono sentiti braccati e vulnerabili. Tutto giusto, tutto sbagliato. “Perché la realtà è il campo, il sudore e il sacrificio”, disse una volta Antonio Conte, costretto a rinfoderare le spade dell’assalto alla roccaforte nerazzurra. Gli azzurri non hanno retto, l’Inter invece è da tempo nella corsia di sorpasso e ormai può cominciare a guardare il calendario per capire quando festeggiare matematicamente il tricolore.
Qualcosa di vero forse c’è passeggiando per le vie di Milano: non lontano dalla sede nerazzurra, nel quartiere Isola, c’è una scritta con la vernice spray tanto evocativa quanto anonima. Non si tratta di un vero e proprio murales, ed è anche coperta da tante altre sbavature: “trouble will force the solution”, si legge. All’Inter è accaduto proprio questo. Quando il pericolo si è avvicinato la squadra ha trovato la medicina giusta per reagire. La soluzione per curare la paura, la forza d’animo di un gruppo tanto esaltata da Cristian Chivu sin dal suo arrivo in nerazzurro. Mancano sei partite alla fine del campionato e i punti da difendere sono nove, un patrimonio difficile da dissipare anche per il più accanito degli scialacquatori.
Nel pensiero e nelle gambe dei nerazzurri la paura non c’è più. Parliamo di quel timore che da sempre ha schiacciato l’Inter sul più bello. Contro il Milan di Pioli, ad esempio, o in tante altre circostanze del passato che non sono mai state coperte dalla polvere dei ricordi. La verità è che il calcio premia anche l’efficacia, non solo la bellezza. A Como si è rivista la squadra capace di fare centro nella maniera più spietata mai vista. Quasi fosse un cecchino professionista che spara da tre metri alle lattine piazzate da giostrai alle fiere di paese. Oggi la squadra si ritrova ad Appiano con l’animo leggero, la testa al Cagliari, la convinzione di avere in mano uno scudetto che ad inizio stagione poteva sembrare una visione. Ma le chimere nel calcio esistono solo per chi ci crede. E le maledizioni (spesso autoimposte), possono essere cancellate. Anche leggendo una scritta sul muro in una via di Milano.











