L'Ital-Inter affonda in Bosnia, ma gli altri club non aiutano: lo zoccolo duro di italiani non c'è
Bastoni il principale colpevole, Pio Esposito futuro e non presente, Dimarco deludente. L’ItalInter non decolla, anzi affonda a Zenica e saluta il sogno di tornare alla normalità, cioè di riconquistare la qualificazione ai Mondiali. Dietro la lavagna finisce giustamente il blocco di giocatori nerazzurri, che conferma il proprio scarso feeling con le partite decisive, da Istanbul a Monaco. Ma dietro uno zoccolo duro troppo fragile c’è di più.
Mancano le altre. Alle spalle dell’Inter, nella classifica del campionato di Serie A, c’è il Milan: escludendo i portieri, ha due italiani in squadra. Bartesaghi giovane, Gabbia sarebbe stato convocato ma non titolare. Il Napoli ne ha di più: tre (Meret, Buongiorno e Politano), sarebbero stati cinque senza gli infortuni di Di Lorenzo e Vergara. Poi inizia il vuoto.
Al quarto posto è come se giocasse una squadra spagnola: il Como, è risaputo, non porta e non potrebbe portare in Nazionale alcun giocatore. Juventus, Roma e Atalanta fanno di meglio: 3-3-4. Non sfugge però un dettaglio: in molti casi, non sono squadre che offrano una lista di giocatori italiani tra i quali il ct può scegliere. Ne hanno alcuni, e il ct può prendere quelli. Così chi siede sulla panchina azzurra finisce a non fare selezione, ma sopravvivenza.











