La “sfortuna” dell’Inter non oscura la Salernitana. Il nuovo corso convince sempre di più
Venticinque tiri e un pareggio. L’1-1 maturato ieri sera all’Arechi lascia l’amaro in bocca all’Inter. Ma anche alla Salernitana: dopo un primo tempo difficile, i correttivi apportati da Paulo Sousa hanno cambiato l’andamento e la storia della partita. E se quel tiro di Dia non fosse finito sulla traversa… chi lo sa. Resta un pareggio acciuffato all’ultimo, ma la comprensibile delusione dei nerazzurri non deve offuscare i meriti dei padroni di casa. E un secondo tempo giocato quantomeno ad armi pari.
Il nuovo corso convince sempre di più. Il centravanti senegalese è ormai una certezza, non certo l’unica. Da Daniliuc a Vilhena, passando per Nicolussi Caviglia e Bradaric, senza sottovalutare l’ex Pirola - la Salernitana ha il diritto di riscatto, l’Inter quello di controriscatto - la ripresa ha evidenziato la bontà del nuovo progetto dei campani. Firmato in panchina da Paulo Sousa, bravo nell’adattarsi alla sfida, ma anche della dirigenza voluta da patron Iervolino, dal ds De Sanctis ai suoi collaboratori Migliaccio e Lo Schiavo. Una squadra che funziona, che vede la salvezza ormai dietro l’angolo, che ferma l’Inter con un gol fortunato all’ultimo, ma senza rubare nulla. Anzi.
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