La UEFA frena i Friedkin: Roma ed Everton non potranno giocare nella stessa competizione europea
Roma e Everton non possono giocare nella stessa competizione europea, avendo lo stesso proprietario, Dan Friedkin. E la UEFA è inflessibile. La multiproprietà è contro i regolamenti. Il rischio per la prossima stagione è concreto, basta guardare le classifiche. La Roma attualmente è sesta in classifica, in zona Europa League, ma con l’ambizione di recuperare i tre punti di distacco dal Como e qualificarsi per la Champions. L’Everton invece è ottavo a 46 punti, in zona Conference, a pari merito con il Brentford, settimo. Lo fa sapere Repubblica, edizione Roma.
Il regolamento e il caso Girona
Il Regolamento parla chiaro. Articolo 5, comma 1: «Nessuno può essere contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, nella gestione, nell’amministrazione e/o nel rendimento sportivo di più di un club che parteci per club». A meno di comunicazioni entro il 1 marzo di ogni anno. Perché una strada per disinnescare il regolamento esiste, e la Uefa l’ha già riconosciuta. Nel 2024, nel caso Girona — di proprietà del City Football Group — l’organo di controllo di Nyon diede l’ok per l’accesso alla Champions League dopo il trasferimento della partecipazione nel club spagnolo a fiduciari indipendenti tramite una “blind trust structure”: un modello che i Friedkin avrebbero potuto seguire.
In caso di arrivo in pari posizione, Roma retrocessa
Se qualificate alla stessa competizione, Roma e Everton se la giocheranno in base al piazzamento finale in classifica. Ma in caso di posizione equivalente, a prevalere sarebbe il club di Liverpool (la regola dice che prevale "il club la cui federazione è più in alto nella lista di accesso UEFA"), con i giallorossi retrocessi nella coppa meno prestigiosa. Forse i Friedkin hanno considerato remoto l’incrocio europeo, oggi la classifica dà loro torto.











