Lazio, senza Immobile il 27% di vittorie. Milinkovic punta? Non in partenza
Dal 2016, soltanto in 33 occasioni la Lazio ha dovuto rinunciare a Ciro Immobile, che non aveva mai saltato più di 4 partite consecutive: ora ne salterà 7 e per fortuna che c’è la sosta per il Mondiale, altrimenti sarebbero state ancora di più. Senza il capitano-goleador, contando tutte le competizioni, il bilancio non è proprio entusiasmante: 9 vittorie, 10 pareggi e 14 sconfitte. Tradotto, solo nel 27,2% dei casi i biancocelesti sono riusciti a vincere senza Immobile. In Serie A i successi diventano 6 su 20 assenze, poi 7 pareggi e altrettante sconfitte. La media punti in Serie A con Ciro è di 1,87 a gara, senza di 1,25: in Europa è ancora più bassa: 1,12 punti a partita.
Ecco un motivo che non fa ben sperare i tifosi a due giorni dalla trasferta di Bergamo. Dove Sarri, per sopperire alla mancanza dell’unico vero centravanti in rosa, varerà la formula del tridente leggero, con uno tra Pedro e Felipe Anderson davanti, con l’altro a destra e Zaccagni a sinistra: ieri in allenamento il tecnico ha provato il brasiliano ‘falso nueve’. Difficile, al limite dell’impossibile, che contro l’Atalanta Sarri rinunci a Milinkovic a centrocampo per metterlo al centro dell’attacco. Il serbo è troppo importante nella zona mediana del campo, il punto nevralgico dove spesso si decidono le sorti della gara. Per di più contro un avversario che gioca a tuttocampo e fa dell’intensità e della forza fisica alcuni dei suoi punti di forza. Questa almeno la tattica in partenza, perché poi in base a come andrà la partita l’ipotesi di alzarlo sulla linea degli attaccanti è da tenere in considerazione. Negli anni, con la Lazio sotto nel punteggio, diverse volte il Sergente si è trasformato in boa offensiva.






