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Luca Percassi: "L'Atalanta può crescere ancora. Scudetto? Ne abbiamo vinti tanti"

Luca Percassi: "L'Atalanta può crescere ancora. Scudetto? Ne abbiamo vinti tanti"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Dimitri Conti
lunedì 11 maggio 2026, 21:00Serie A
Dimitri Conti
fonte da Portofino, Andrea Piras

Luca Percassi, amministratore delegato dell'Atalanta, ha parlato anche dal palco dell'evento 'Premio Nazionale Telenord – Gianni Di Marzio' a Portofino: "Io e mio papà siamo nati a Bergamo, abbiamo fatto tutto il settore giovanile all’Atalanta e il club ci ha permesso di imparare moltissimo. È ovvio che siamo custodi di questa società come se fosse un figlio e quindi ci dedichiamo 24 ore al giorno a questa società nella speranza di fare le cose per bene. E sappiamo che la società deve lavorare per supportare l’allenatore, ruolo molto difficile perché rappresenta il club".

Prosegue quindi Percassi junior: "Sono diventato amministratore delegato a 29 anni, quindi molto giovane. Quello che posso dire e garantire che, fino a che ci sarà la famiglia Percassi, io sarò in quella posizione darò tutto me stesso. Crediamo che l’Atalanta possa crescere ancora. Rappresentiamo una città laboriosa e silenziosa ma noi abbiamo idee e possibilità di sviluppare un percorso formativo nel centro sportivo ai nostri giovani. Stiamo sviluppando un progetto per ampliare la New Balance Arena e il nostro obiettivo è costruire una squadra ambiziosa e competitiva".

All'AD dell'Atalanta viene chiesto anche se sente la 'mancanza' della vittoria di uno Scudetto, per cementare del tutto il lavoro fatto a Bergamo: "Di scudetti ne abbiamo vinti tanti e sono scudetti per le competizioni europee che abbiamo conquistato. Lo slogan di mio papà era ‘Speriamo di riuscire a salvarci per dieci anni di fila’. Siamo andati ben oltre e sappiamo della responsabilità ma nel calcio si vive di oggi. Nel dispiacere di vedere una Nazionale che non può partecipare a questo Mondiale, costruito male dalla FIFA, io sono positivo perché in questi giorni ho visto tante squadre nelle finali giovanili. C’è tanto talento, il modello spagnolo dice che il meccanismo delle seconde squadre permette ai giovani di fare uno step che è troppo alto. La lacuna che l’Italia è che il nostro Governo non tuteli del calcio italiano e ci ignori. Non c’è un momento in cui il Governo abbia ascoltato il nostro calcio. Colpa nostra? Sicuramente. Io ho avuto la fortuna di girare in Europa, sono andato in città bruttissime ma poi vedi uno stadio bellissimo. In Italia vedi posti meravigliosi con profumi fantastici poi arrivi negli stadi e sono pessimi".

Percassi conclude con qualche riflessione sulla massiccia presenza dei fondi d'investimento nel calcio: "È la situazione che rappresenta l’economia. I fondi non sono solo nel calcio. Io vivo a Bergamo quindi sento e ascolto ciò che vive la città. Penso che di base non si devono far scappare queste proprietà. A Bergamo poi la famiglia Pagliuca ci ha corteggiato molto, mio papà non era molto favorevole, io ho insistito molto e penso che anche i fondi stiano facendo un buon lavoro perché sostenere finanziariamente delle squadre è un qualcosa che merita rispetto. Poi ci sono le dinamiche che vivono le squadre di calcio. I fondi però non sono un male ma un bene certo è che bisogna aiutare che le famiglie non mancano".

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