L'ex magistrato Calabrò su Agnelli-Arrivabene: "Svolta storica, no a giustizia autoreferenziale"
La Corte di giustizia dell'Unione europea, interrogata dal TAR del Lazio a proposito delle sanzioni a carico di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene nell’ambito dell’inchiesta sulle plusvalenze della Juventus, ha stabilito che le sentenze sportive devono poter essere annullate da un giudice indipendente.
Una svolta storica per la giustizia sportiva, che l'ex magistrato Piero Calabrò ha commentato così quest'oggi sulle pagine di Tuttosport: "Dal punto di vista delle garanzie difensive questa sentenza può portare a notevoli passi avanti. Un contraddittorio dovrà essere garantito, come nella giustizia ordinaria. Spero che non fingeremo che tutto cambi, per poi assistere al fatto che niente cambi. Già un anno fa la Corte Europea aveva sancito questi principi, ma non si è mosso nulla. Dico solo che la giustizia deve essere giusta. La sentenza è chiara, questa così come quella di un anno fa: ora comportiamoci da Paese veramente europeo, non giriamoci di nuovo dall’altra parte".
Sui prossimi passi di Agnelli e Arrivabene, Calabrò ha poi aggiunto: "Ripartiranno dal Tar del Lazio, pur avendo già scontato le rispettive sanzioni. Hanno avuto il coraggio di non accettare una giustizia sportiva quanto meno mal costruita, per usare un eufemismo. Gli ultimi esempi della Fifa al Mondiale col caso della squalifica di Balogun non sono incoraggianti. La giustizia sportiva vuole essere domestica e autoreferenziale: non va bene. Basti pensare al potere che si è arrogato il procuratore federale di far decadere, senza doverlo giustificare, i termini per la riapertura del procedimento sportivo nei confronti del Napoli a proposito di Osimhen, quando invece per la giustizia ordinaria non era e non è ancora da mettere in soffitta. Sarà dura far applicare questi principi, ma Agnelli e Arrivabene non molleranno la presa".






