FIGC, clamorosa ipotesi per il possibile Commissario. Stones, ecco il referto. Le top news delle 13
Torina a parlare Claudio Lotito. Il Presidente della Lazio è intervenuto al Corriere della Sera e ha ribadito come non abbia alcuna intenzione di cedere la società. Nei giorni scorsi è emersa un'inchiesta per presunto aggiotaggio e manipolazione del mercato legata alle azioni della Lazio al vaglio degli inquirenti, da cui sono emersi i nomi del giornalista Lugi Bisignani, del Presidente di Banca del Fucino ed ex direttore generale della Rai Mauro Masi e dell'Amministratore Delegato di Banca del Fucino Francesco Maiolini. "Io non ho denunciato nessuno" ha assicurato Lotito, che ha poi precisato: "I nomi sono venuti fuori dalle indagini. Se vorranno procedere per vie legali sono liberi di farlo. Io ho denunciato solo quello che ho subito per tre anni che ne anche vi immaginate. Minacce di giorno e di notte, anche a Natale e Capodanno. La mia scorta lo sa bene. Da senatore rivendico di aver rinunciato all'immunità per far acquisire i miei tabulati alla Procura di Roma. E rivendico di essere il Presidente più longevo della storia della Lazio". Parole che ribadiscono un concetto: Lotito non ha assolutamente voglia di mollare. "Ai tifosi chiedo scusa solo per una cosa: per alcune scelte tecniche avallate in passato. Alcune mie parole sono state mal interpretate e lavorerò anche per migliorare questo aspetto, ma ogni scelta che faccio è per il bene della Lazio".
Sono giorni caldi per il futuro della Federcalcio. Il destino della presidenza di Giovanni Malagò è appeso a un filo, in attesa del parere che la Giunta Nazionale del CONI, su proposta del presidente Luciano Buonfiglio, ha chiesto a un pool di giuristi esperti sul tema. Non - almeno per ora - al Collegio di Garanzia del CONI, per quanto sarebbe un passo comprensibile: essendo l’organo destinato a decidere (almeno a livello sportivo), e avendo una sezione dedicata a queste controversie, sarebbe l’interlocutore più logico. Ma non è detto che sarà quello sentito. Nel frattempo, lo stesso Malagò studia le contromosse. In FIGC si aspettavano che da Palazzo H - la sede del CONI - chiedessero spiegazioni, dato che la tesi di Giuseppe Chiné (procuratore federale) non rappresenta la posizione della Federcalcio e del suo presidente. Così, però, non sarà, ragione per cui Malagò sta lavorando comunque a una memoria da presentare e, al contempo, portando avanti delle interlocuzioni con i suoi grandi elettori: nelle prossime ore sono possibili contatti con i grandi club di Serie A, anche per capire se il consenso che l’ha portato all’elezione è intatto (probabilmente no) e valutare gli scenari futuri. Che la decadenza sia possibile, comunque, pare averlo inteso anche Malagò: il finale non è scontato, ma la tesi che porta avanti - cioè che “essere in regola con il tesseramento”, in base all’art. 29 dello Statuto FIGC, non implichi l’essere tesserati, e che questo requisito sia “coperto” dall’accredito di una componente federale - ha una certa dose di fragilità giuridica. Così, la contromossa può essere politica: secondo quanto riferito da Il Fatto Quotidiano, l’ultima idea porterebbe sì al commissariamento della Federazione, ma con lo stesso Malagò nelle vesti di commissario. Una soluzione incredibile, ma giuridicamente possibile: a livello personale e disciplinare, infatti, l’ex presidente del CONI non rischia nulla, dato che non ha mai sostenuto di essere tesserato e, proprio per questo, non può essere deferito. L’ipotesi di affidargli comunque la FIGC sarebbe basata sull’ampio consenso ricevuto ma, secondo quanto raccolto, non sarebbe stato lui a proporre quest’idea: arriverebbe da alcuni componenti della Giunta del CONI, dove Malagò gode ancora di diversi estimatori (molti sono ex atleti, come Federica Pellegrini e Tania Cagnotto, storicamente molto vicine a lui anche a livello personale). Sarebbe un punto di caduta abbastanza surreale, ma non per forza da escludere, anche se al momento non sembra comunque la soluzione più probabile.
John Stones si è sottoposto questa mattina a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano, in seguito all'infortunio patito nella gara di lunedì contro l'Udinese. Di seguito il report medico dell'Inter: ""Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra. Le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni".
Dopo appena 4 anni il Chelsea passa ancora di mano cambiando proprietà. Tod Boehly e il co-proprietario Mark Walter hanno infatti ceduto le proprie quote - pari al 25% - al Clearlake Capital Group, che già deteneva il 61,5% del club. Ora il totale delle quote in mano al Clearlake Capital Group è dunque dell'86,5%. Nell'accordo, il Chelsea è stato valutato circa 5 miliardi di sterline. L'accordo apre la strada a Clearlake per prendere il pieno controllo del Chelsea, con il miliardario svizzero Hansjorg Wyss che possiede il 13,5 per cento. Boehly è stato il volto del consorzio che ha acquistato il Chelsea nel 2022, ma il cofondatore di Clearlake Behdad Eghbali è diventato la figura più potente del club. Il Chelsea dice che non ci saranno cambiamenti nelle operazioni quotidiane, nella leadership o nella strategia del club a seguito di questa transazione.






