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Parravicini su Boscaglia in bilico alla Samb: "Il rischio è farsi prendere dalla frenesia"

Parravicini su Boscaglia in bilico alla Samb: "Il rischio è farsi prendere dalla frenesia" TUTTOmercatoWEB
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 11:34Serie C
Francesco Parravicini analizza i tre gironi di Serie C: "Spezia e Reggiana hanno basi solide. Brescia favorito, Cittadella rivale. Salernitana? Serve pazienza".
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La quarta giornata del Girone B ha confermato il momento positivo di Spezia e Reggiana, mentre nel Girone A cresce l'attesa per il match tra Union Brescia e Treviso. Nel Girone C, invece, resta sotto osservazione una Salernitana ancora alla ricerca della continuità necessaria per trasformare i pareggi in vittorie. Di questo e molto altro ha parlato Francesco Parravicini, intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com.

Spezia e Reggiana sono le sorprese del Girone B?
"No, sorpreso no. Quando si retrocede è sempre difficile ripartire, perché ci si porta dietro delle scorie. Allo stesso tempo, però, non considero delle sorprese né lo Spezia né la Reggiana. Alle spalle hanno società serie e direttori sportivi bravi. Angelozzi, nel panorama calcistico, è sicuramente uno dei direttori più preparati e più bravi che abbiamo. Hanno anche allenatori con profili differenti, ma entrambi molto interessanti. A Reggio c'è Tesser, che è una garanzia; dall'altra parte c'è un allenatore in rampa di lancio che ha già dimostrato, in questi pochi anni in cui ha allenato, di essere un prospetto veramente molto bravo. Inoltre, aver lavorato molti anni con Italiano è stata sicuramente un'esperienza importante per lui. Sono due piazze importantissime, con due tifoserie enormi. Per questo non mi sorprende la loro partenza".

In Girone B si parla già di Boscaglia e di un possibile cambio di allenatore in casa Sambenedettese. È troppo presto?
"Queste situazioni dall'esterno non sono facilmente giudicabili. Chi è all'interno deve capire se un allenatore è seguito dalla squadra, indipendentemente dai risultati. Rispetto a quello che hai detto, secondo me più che andare ad analizzare i punti in classifica bisogna vedere se la squadra e i giocatori sono con il tecnico. Bisogna valutare bene le prestazioni e gli errori che si possono commettere. Il rischio è farsi prendere dalla frenesia, che è una cosa proprio italiana, andare dietro a commenti e giudizi superficiali dall'esterno e magari buttare all'aria un lavoro di mesi, una preparazione e una programmazione. Sarebbe un vero peccato. Dall'esterno è difficile giudicare: mi auguro che chi è all'interno riesca a valutare in maniera lucida e competente le varie situazioni".

L'Union Brescia è chiamato a vincere contro il Treviso. La pressione può diventare un fattore?
"Essere la favorita assoluta è difficile perché, come in tutti gli sport, c'è pressione. Per il Brescia è indubbio che ci sia l'idea di essere la favorita per la vittoria finale e, come ha giustamente detto il mister Corini, in tre partite è stata l'unica squadra a esporsi dicendo di poter vincere questo campionato. Questa pressione, soprattutto nelle partite iniziali, può creare qualche difficoltà. A Brescia, secondo me, devono essere sereni e consapevoli della squadra che hanno messo a disposizione del mister e dello staff, che è di altissimo livello. Hanno dietro una piazza importantissima, quindi penso che con pazienza e lucidità il Brescia possa portare a termine gli obiettivi che si è dato per questa stagione".

Il Cittadella può essere la principale rivale dell'Union Brescia?
"Cittadella sì. Rispetto all'anno scorso, tornando sempre al discorso della pressione, probabilmente anche a livello di comunicazione hanno lavorato meglio. Si sono tolti un po' di pressione dalle spalle e hanno affrontato questo campionato con maggiore leggerezza rispetto alla stagione precedente. L'inizio di campionato è stato super positivo e sono sicuramente una delle pretendenti alla vittoria finale".

Nel Girone C la Salernitana ha raccolto un solo successo in cinque giornate. Cosa manca ai granata?
"Sono passate pochissime giornate, però tornando un po' ai discorsi che facevamo prima, secondo me Salerno, così come Bari, sono piazze talmente importanti per la Lega Pro e per gli stessi giocatori che, per un calciatore di Lega Pro, giocare in realtà così importanti a volte diventa difficile. Spesso le difficoltà di queste realtà vengono spiegate anche in questo modo. Penso quindi che per la Salernitana ci voglia grandissima lucidità. Bisogna stare vicino alla squadra e i tifosi devono rimanere dalla parte dei giocatori, perché devono aiutare questi ragazzi. Giocare in realtà come Salerno o Bari non è facile e, a maggior ragione, bisogna cercare di aiutare la squadra".

© Riproduzione riservata

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