Maresca: "Allenare in A? Per un italiano il richiamo c'è sempre. In Inghilterra mi trovo benissimo"
Reduce dall'esperienza sulla panchina del Chelsea, terminata lo scorso gennaio, Enzo Maresca è stato uno dei protagonisti della terza edizione del "Premio Nazionale Telenord – Gianni Di Marzio" a Portofino. Queste le parole dal palco dell'allenatore molto chiacchierato in ottica estate anche per la Serie A: In questo momento vivo a Londra, cerco di prepararmi per la prossima esperienza. Allenare in Italia? Per un italiano il richiamo c’è sempre. In Inghilterra mi trovo benissimo".
Il rapporto con Ranieri? "Quando sono andato al Leicester l’ho chiamato per chiedergli un consiglio, poi sono andato al Chelsea e l’ho richiamato. Oggi l’ho visto e gli ho detto, mister dove vado (ride ndr)?".
Per allenare una big bisogna essere più allenatori o gestori? "Come tante altre società credo che bisogna essere un po’ entrambi. Devi un po’ gestire ma anche un po' essere allenatore".
"C’è bisogno di una rivoluzione culturale. Con i giovani bisogna essere coraggiosi anche se il supporto della società è importante ma come allenatore devi avere coraggio nel farli giocare. I giovani sbagliano come quelli con più esperienza. Cosa c’è di speciale in Inghilterra? Anche lì andiamo un po’ sulla cultura. Le squadre hanno tanta intensità, quasi tutti gli stadi sono belli. Intorno al calcio c’è un qualcosa di costruito che richiama l’attenzione e porta introiti".











