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Milan, Allegri: "In questo momento ci vogliono i paraocchi. Leao sta bene, Pulisic speriamo"

Milan, Allegri: "In questo momento ci vogliono i paraocchi. Leao sta bene, Pulisic speriamo"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 12:26Serie A
Antonello Gioia
fonte dall'inviato a Milanello, Antonello Gioia

Massimiliano Allegri, allenatore rossonero, è presente in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Como, sfida valida per il recupero della 24esima giornata di Serie A e in programma domani alle 20:45 a San Siro.

12:00 | Comincia la conferenza stampa di Massimiliano Allegri.

Quanto conta rimanere concentrati sulle proprie situazioni?
"È importante, perché siamo agli ultimi tre mesi di stagione: è qui che si decide il campionato. Non abbiamo più margine di errore, o almeno ce n'è poco. Domani partita difficile: il Como è ancora in piena lotta per la Champions. Quindi bisognerà concentrarsi per preparare al meglio la partita".

Bollettino medico.
"A parte lo squalificato Rabiot, tutti gli altri stanno bene. Saelemaekers sta bene, Pulisic spero sia a disposizione. Gli altri stanno bene. Gimenez sta lavorando bene e lo avremo al più presto con la squadra".

Come ha vissuto l'ultimo weekend da uomo di calcio?
"Hanno già parlato in tanti, quindi inutile continuare a farlo noi. Poi noi dobbiamo tenere le energie su di noi, non sprecarle su quello che succede agli altri. Non bisogna farsi distogliere da situazioni che nel calcio ci sono sempre state. La cosa più importante è che ci siano persone di competenza che lavorino per migliorare le cose oggettive del Var, perché quelle non sono opinabili. Per noi l'importante è la partita di domani e sono i punti".

Come sta Leao?
"Diciamo che sta bene, ha fatto un buon allenamento ieri. È un giocatore, così come sarà Pulisic, che hanno avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto gol importanti. Nella parte finale della stagione, quando cambierà totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro sicuramente faranno molto bene".

Serve professionalizzare gli arbitri?
"Io non so se serva professionalizzare gli arbitri o meno. Il campionato nostro è bellissimo, queste cose ci sono sempre state e ci saranno. Noi siamo stati capaci di andare ad analizzare un episodio del campionato inglese. Bisogna domandarci se sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o le decisioni degli arbitri. Invece di andare ad analizzare un giocatore o un allenatore ci focalizziamo sugli arbitri. Togliere pressione agli arbitri sarebbe importante: si è abbassata l'età degli arbitri e per loro non è assolutamente facile. Ci sono tante pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione di vita o di morte economica. Noi dobbiamo rimanere lucidi sull'obiettivo finale, tutto passa da lì".

Domani da dibattito coi giochisti?
"Non è un dibattito. Il Como e Fabregas stanno facendo un lavoro importante in così poco tempo, c'è solo da fargli i complimenti. Poi, nel calcio, ci sono momenti in cui giochi bene, altri in cui giochi meno bene. A noi interessa ottenere il risultato, che è la cosa più importante, attraverso delle prestazioni, che siano buone o meno buone".

Come risolvere il problema simulazioni?
"Il calcio è diventato velocissimo, per l'arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco, la fisicità dei giocatori è diversa da 30-40 anni. fa. C'è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all'oggettività. E cos'è l'oggettività? Secondo me una cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione sfocia in calcio d'angolo il calcio d'angolo non può essere assolutamente dato. Simulazioni? È soggettività, a discrezione dell'arbitro. E lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti".

Il Milan è l'unica squadra a tenere aperta la lotta Scudetto?
"Non siamo l'unica squadra ancora in lotta per lo scudetto, mancano ancora 13 giornate e può succedere di tutto. Bisogna andare molto cauti, sia in testa che in fondo alla classifica. Noi non dobbiamo assolutamente avere dispendio di energie in quelli che sono fattori esterni. In questo momento ci vogliono i paraocchi".

Cena con Galliani?
"Con Adriano siamo amici, c'è sempre da imparare che è una persona meravigliosa ed è il primo tifoso del MIlan. Il primo messaggio che mi arriva quando vinciamo è sempre il suo".

Lo striscione 'Meglio un giorno da Fabregas che 100 d'Allegri'?
"È folklore, va bene così".

Domani c'è il rischio che la squadra entri con la morte nel cuore dopo sabato?
"Perché? Stiamo facendo cose buone. L'Inter era la netta favorita del campionato, sono partiti favoriti col Napoli e in questo momento sono ancora più favoriti. Per noi mancano ancora tanti punti, dietro camminano. Juve, Napoli, Roma, Como... Bisogna stare molto calmi. Una volta centrato l'obiettivo Champions poi vedremo".

Come si rimpiazza Rabiot?
"Per quanto riguarda la formazione non ho ancora deciso. Jashari sta molto bene, devo valutare chi far scendere in campo. Adrien sta molto bene, è cresciuto a livello tecnico, tattico, fisico e mentale. Domani chi scenderà in campo sicuramente farà una bellissima partita".

Le polemiche compattano un ambiente? L'Inter può soffrirle o si compatta? E la Juve? Il Milan pensa a sé, ma gli altri?
"È impossibile da dirlo, a fine campionato diremo se siamo stati più concentrati noi o gli altri. Tutto dipende dal risultato finale. Per ora sono tutte supposizioni, i se non contano niente, conta quello che si fa nel campo. In passato ho fatto degli errori, sono caduto in polemiche, sbagliando. Quindi mi tolgo e ascolto".

Modric?
"Il segreto di Luka è che ha una passione un amore viscerale per il calcio che lo porta a fare questa prestazioni, a chiedere scusa e arrabbiarsi con sé stesso quando sbaglia un passaggio, uno ogni 50-60 che fa. La tranquillità con cui vive gli allenamenti e la partite, gli altri devono imparare molto: Luka quando c'è il momento decisivo della partita gli cambia l'espressione in faccia. E questa è una cosa dei grandi campioni".

Che partita sarà domani?
"Bisogna giocare una partita ordinata, con loro se sei disordinato rischi di fare brutta figura. A Como Maignan ci ha salvato. Loro sono una squadra che gioca, si propone, sono in un ottimo momento. Bisogna fare una partita ordinata, di pazienza e di compattezza, che sono le nostre qualità migliori".

Siamo quasi a marzo. Il Milan è dove si aspettava che fosse?
"La fotografia la facciamo a marzo. Detto questo, tutte le squadre hanno da recriminare. Se, se, se: avremmo fatto 100 punti, saremmo già in Champions. Tutte le squadre hanno da reclamare su qualcosa che hanno lasciato. I punti che abbiamo, 53, sono quelli che meritiamo. Domani c'è una partita molto difficile, poi Parma e Cremonese che ci porteranno al derby. Da queste tre partite vedremo dove saremo, saremo a marzo e quindi potremo fare un discorso diverso".

L'episodio di sabato le ha ricordato quello del gol di Muntari nel 2012?
"Il gol di Muntari era una roba di oggettiva. E quello scudetto non l'abbiamo perso per il gol di Muntari, l'abbiamo perso dopo. Un episodio ti condiziona una partita, non un campionato. Quel gol era oggettivo, ma non l'abbiamo perso per quell'episodio lì. Sabato? Dobbiamo decidere se il VAR può intervenire... L'oggettività nel tennis è se la pallina è dentro o fuori. Lasciamoli lavorare, tra qualche anno magari funzionerà sicuramente meglio. Indietro non si deve tornare, bisogna avere un pochino di pazienza".

Termina qui la conferenza.

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