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Milan, Scaroni a 360°: "Sui torti arbitrali non protestiamo. Stadio? A San Siro con l'Inter"

Milan, Scaroni a 360°: "Sui torti arbitrali non protestiamo. Stadio? A San Siro con l'Inter" TUTTOmercatoWEB
Simone Bernabei
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Simone Bernabei
mercoledì 26 ottobre 2022, 11:51Serie A

Durante l'Assemblea degli Azionisti, il presidente del Milan Paolo Scaroni ha così parlato in merito all'attualità rossonera e all'approvazione del Bilancio:

Cosa intende dire Cardinale quando dice che la società va scossa? In che senso?
"Abbiamo un azionista che, nell'interesse del Milan, vuole sfruttare al più possibile le competenze del suo team. Sono 7-8-9 professionisti dello sport. Credo che il Milan possa beneficiare, su tutti i fronti, di questo azionista che ci porta un ventaglio di competenze che noi non avevamo. Noi siamo tutti molto ottimisti per avere una nuova fase di crescita del brand, del club e di tutto quello che facciamo".

Ringraziamento a Ivan Gazidis per il suo operato da CEO del club. E' già stato individuato il prossimo CEO? I rumors su Furlani sono fondati?
"Le decisioni professionali che prenderà Ivan dipendono da lui. Lo ringrazio per quello che ha fatto per il Milan e per i rapporti che abbiamo avuto. E' facile fare il presidente di società quando hai uno come Ivan al tuo fianco".

Sui torti arbitrali, si continuerà a usare un profilo basso o si cambierà strategia?
"Io non protesterò mai per un arbitraggio perché penso che sia inutile e controproducente. Penso che, sul lungo periodo, gli errori vadano a compensarsi. Penso che, alla fine, abbiamo avuto direzioni di gara che non ci hanno favorito e altri che forse verranno dalla nostra. Quando Serra non dà il gol con lo Spezia, i nostri giocatori sono andati a consolare l'arbitro. Lo hanno fatto spontaneamente e credo che sia lo stile che il Milan deve sempre avere. Ma questo è il mio pensiero".

Partendo dal bilancio dell’AC Milan, è ancora presente la possibilità di una partecipazione alla Superlega?
"Per noi è accantonata. Quelli che non sono accantonati, sono i problemi. Io mi auguro che i vari problemi che travagliano il calcio europeo e italiano, non vengano accantonati. Speriamo che la Uefa si faccia carico di trovare delle soluzioni a questi temi".

C’è la possibilità che lo stadio si possa fare da soli, senza l'Inter?
"E' in corso il dibattito pubblico, che è una procedura che viene applicata raramente che viene usata per i progetti che si fanno su suolo pubblico e per investimenti sopra i 300 milioni di euro. Mi sembra che stia procedendo abbastanza bene, ci sono delle osservazioni che vengono fatte dai residenti. Mi auguro di avere una risposta entro i primi di novembre e spero che questo processo aiuti a semplificare i ricorsi al TAR e che il giudice li guardi in maniera più benevola. In parallelo non rinunciamo ad altre alternative. A San Siro si fa con l'Inter, perché il suolo non lo darebbero solo a noi. Non sento difficoltà economiche dell'Inter sul tema San Siro. Un investimento di questo tipo è fondamentale per creare valore per tutti i club. Andiamo avanti ipotizzando che se avremo l'autorizzazione per San Siro, lo faremo con loro. Lavoriamo su altre ipotesi, perché non ci accontentiamo, e li si possono aprire altre soluzioni, anche di farlo da soli. Siamo aperti ad altre ipotesi".

I rapporti con i tifosi. Qual è la strategia e gli obiettivi della nuova proprietà, sia a livello italiano sia a livello globale?
"Il Milan ha circa 400 milioni di fans nel mondo che, purtroppo, invecchiano. Perché se non facciamo bene in Champions League a un certo punto avremo solo 90enni. Abbiamo bisogno di nutrirli con buone performance in Champions. Partite come quella di ieri mi danno speranza per il futuro".

Il nuovo socio di maggioranza ha dato indicazioni sulla strategia dei ricavi?
"A breve rinnoveremo il contratto con Emirates. Ma il trend è positivo come dimostrano le nuove sponsorizzazioni".

Il nuovo socio immagina se la società possa arrivare alla quotazione, diventando una public company?
"Non spetta a noi, ma non ho mai sentito l'azionista parlare di una cosa simile. Anzi, dipendesse da me, gli direi di no visto il cammino non felice delle società italiane quotate in borsa, con la Roma che ha fatto un delisting".

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