Napoli, più individualità che gioco: otto giocatori offensivi per tre posti e Kvara trascinatore
Il Napoli è aggrappato alle giocate dei suoi giocatori di maggiore qualità. Prima Lindstrom, mettendo a sedere l'avversario per servire l'assist a Ngonge, e poi Kvaratskhelia, con un meraviglioso arcobaleno al termine di una partita straordinaria, hanno evitato al Napoli di finire nel baratro, rimontando in dieci minuti il Verona e tenendo il Napoli in corsa per il quarto posto Champions. Considerando le difficoltà di gioco e nella produzione offensiva, per Walter Mazzarri la mossa vincente è stata quella di affidarsi ad un atteggiamento più offensivo, sacrificando ad un certo punto anche l'equilibrio a lui tanto caro, per vedere una partita più aperta e quindi più congeniale all'enorme forza offensiva della sua squadra.
Parco attaccanti senza paragoni
Con il mercato di gennaio il Napoli ha ulteriormente allungato, e probabilmente migliorato, il reparto offensivo. Partito con Politano, Simeone e Kvaratskhelia, Mazzarri ha prima inserito dalla panchina Lindstrom e Ngonge, decisivi con assist e gol (anche se poi revocato dalla Lega optando per l'autogol) sul primo gol, e poi Raspadori nell'assalto finale poco prima del gol del georgiano. Non è riuscito a trovare spazio un altro giocatore offensivo come Traoré (anche mezzala nel 4-3-3), senza dimenticare Osimhen che dalla prossima settimana tornerà a disposizione. Otto giocatori offensivi per tre ruoli per un parco attaccante che non ha eguali, almeno tra le squadre in lotta Champions.
La strada da seguire
L'ultima partita però potrebbe non aver segnato una strada da seguire per Walter Mazzarri che dovrebbe continuare a proporre diversi atteggiamenti tattici in base all'avversario. Per la prossima sfida col Milan è infatti molto probabile il ritorno alla difesa a tre, chiaramente a cinque considerando le caratteristiche difensive dei tre centrali e dei laterali, ma proprio per l'abbondanza in attacco Mazzarri potrebbe optare per un 3-4-3 anziché il 3-5-1-1 visto all'Olimpico contro la Lazio che sacrificherebbe un altro giocatore offensivo. La risalita del Napoli, considerando anche l'indisponibilità per i noti motivi di una mezzala di qualità come Zielinski, a questo punto passa necessariamente dalla forza del reparto avanzato.






