Nuovo corso Juventus nel segno della sostenibilità: tagliati i compensi a presidente e a.d
Il nuovo corso della Juventus, improntato alla sostenibilità e alla disciplina di bilancio, tocca anche le massime cariche sociali. Come emerge dalla relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, appena depositata, nei mesi scorsi si è deciso di ridurre i compensi fissi del presidente e dell’amministratore delegato e di tagliare, in termini assoluti, i bonus dell’a.d. che percentualmente incidono comunque di più rispetto alla parte fissa. “Un contenimento dei costi importante si realizza, inoltre, a seguito della mancata riproposizione della figura del vice presidente”, si legge nella relazione riportata da gazzetta.it.
Il paragone
Tradotto in cifre - si legge sempre sull'edizione on line de La Gazzetta dello Sport - al presidente e all’amministratore delegato bianconeri toccano un compenso lordo rispettivamente di 400mila e di 800mila euro (più 40 mila a testa per la carica di consigliere): nella scorsa stagione, Gianluca Ferrero e Maurizio Scanavino, essendo entrati in carica il 18 gennaio, hanno percepito rispettivamente 180mila e 360mila euro. Nel 2021-22, per fare un paragone, il compenso per il presidente era stato stabilito in 700mila euro, anche se Andrea Agnelli aveva rinunciato a parte del dovuto incassando, alla fine, uno stipendio di 450mila euro. Al vice Pavel Nedved erano stati corrisposti 467mila euro a titolo di compenso fisso, mentre l’a.d. Maurizio Arrivabene aveva percepito 1,083 milioni.






