Roma a Cagliari tra voci d'esonero smentite e il bisogno di punti
Quando la Roma stava cominciando a metter fuori la testa dalla crisi, nuove turbolenze hanno investito Trigoria e José Mourinho in particolare, a rischio esonero, secondo il Corriere dello Sport, qualora dovesse perdere oggi a Cagliari. Una notizia smentita velocemente dal club, ma senza comunicati o dichiarazioni di dirigenti o proprietà. La società ha ritenuto fake la ricostruzione con la possibilità di un addio del tecnico in caso di ko in Sardegna, negando categoricamente anche eventuali contatti tra Dan Friedkin e il tecnico tedesco Flik come dopo Mou. Insomma, una vigilia non certo tranquilla, prima della gara contro il Cagliari che, se vinta, porterebbe la Roma a tre successi consecutivi per una striscia positiva che dalle parti di Trigoria non si vede dal gennaio scorso. Difficile dire se basterà a riscaldare i rapporti gelidi tra tecnico e proprietà, ma sicuramente cresce l’attesa anche per l’eventuale intervista post partita dello Special One, non avendo avuto modo di poter commentare la vicenda in conferenza stampa. La scelta di non presentarsi ieri davanti ai giornalisti, però, non è stata legata alla notizia di questa mattina, era stata una decisione già presa avendo parlato giovedì dopo la gara con il Servette. Una prassi consolidata quella del portoghese che dopo l’Europa League difficilmente si presenta ai microfoni alla vigilia delle gare di campionato. Per questo le uniche parole emerse di José sono quelle rilasciate a un portale arabo il giorno prima della sfida con gli svizzeri.
“Oggi sono a Roma, sono concentrato sulla Roma e darò tutto fino al mio ultimo giorno qui. Poi nessuno conosce il futuro però la mia convinzione è un giorno lavorerò in Arabia. Non so quando ma sono piuttosto sicuro che è una cosa che farò certamente”. Ecco dunque che se la gara con il Cagliari non sarà il “the last dance” del portoghese, con ogni probabilità lo sarà la sua terza stagione sulla panchina giallorossa. D’altronde dopo l’estate, nonostante le promesse a calciatori, tifosi e club, circa la sua permanenza, il discorso del rinnovo non è stato mai imbastito, rendendo sempre più freddo e distaccato il rapporto con i Friedkin. L’arrivo di Lukaku e il ko con il Genoa, poi, sono altri due momenti importanti nella definizione di un rapporto che non è più quello del primo anno e mezzo. Perché l’arrivo di Big Rom ha portato la proprietà ad uscire allo scoperto sugli obiettivi stagionali, puntando con forza al ritorno in Champions League. Un traguardo che pochi giorni prima era stato definito “un’impresa” dallo stesso allenatore”. Poi la disfatta di Marassi con il tecnico chiamato a difendersi da solo visto il silenzio del club. “Non sono io il problema della Roma. Ho fatto una promessa rimanendo qui e la onorerò, solo Dan Friedkin può interromperla prima”, erano state le parole del portoghese che in queste ore sta compattando il gruppo per vincere a Cagliari, dove dal primo minuto torneranno Dybala e Lukaku.






