Roma, col Frosinone tocca a Baldanzi. Mini turnover per De Rossi
Mentre dentro Trigoria è in atto una tabula rasa degna delle migliori spending review, Daniele De Rossi prova a mantenere la concentrazione della squadra sul campo. In arrivo c’è la trasferta di Frosinone e una marcia Champions che deve ripartire dopo lo stop di sette giorni fa contro l’Inter. Le energie e la condizione atletica, però, sono quel che sono, perché la squadra giallorossa è rientrata nella notte inoltrata tra giovedì e venerdì dalla trasferta di Rotterdam, per presentarsi al Benito Stirpe con appena due allenamenti sulle gambe. A rincuorare il tecnico giallorosso c’è almeno un’infermeria che ormai si sta svuotando e nella quale è rimasto solo Abraham che tornerà a marzo. Questo consentirà all’allenatore di fare qualche cambio rispetto a giovedì per evitare di stressare una rosa che poi tra quattro giorni dovrà scendere di nuovo in campo per la sfida decisiva d’Europa League con il Feyenoord. Una cosa, però, non cambierà: il modulo. Largo dunque ancora al 4-3-3, anche se con una piccola variante dipesa dal fatto che Paulo Dybala potrebbe riposare per lasciare spazio a Tommaso Baldanzi. L’ex Empoli è pronto a fare il suo esordio da titolare, ma a differenza dell’argentino giocherebbe meno esterno e più spostato in mezzo al campo per un assetto offensivo che diventerebbe con lui ed El Shaarawy trequartisti dietro l’unica punta, Lukaku.
E proprio Big Rom in coppa ha ritrovato il sorriso e il gol, il terzo di questo 2024, ma il 16° totale. La flessione rispetto all’avvio di stagione, però, è evidente: dopo aver iniziato questo campionato con sei reti nelle prime nove gare, il belga ha segnato appena tre gol nelle successive 12 presenze nel torneo in corso. Come sempre, però, c’è “ma”, perché l’attaccante giallorosso ha preso parte a 13 marcature nelle sue ultime 14 partite giocate in Serie A contro avversarie che iniziavano la giornata nella metà bassa della classifica (10 gol e tre assist). Ecco allora che il Frosinone sembra esser la vittima sacrificale per eccellenza di Romelu che fin quando non tornerà Abraham non avrà un vero e proprio ricambio naturale. Intanto tra i convocati si riaffaccia Ndicka, rientrato da re dopo la vittoria della Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio, mentre nella ripresa potrebbe esserci spazio anche per quei giocatori che tra infortuni e rapporti incrinati con Mourinho hanno giocato fin qui con il contagocce (Aouar, Renato Sanches e Smalling). Il turnover comunque non sarà massiccio perché i tre punti alla Roma servono per costruirsi un futuro che, senza Champions, sarebbe più difficile di quanto già non lo sia oggi. In una società senza general manager, diesse, capo della comunicazione e con diversi giocatori e altre figure manageriali a scadenza il prossimo giugno.






