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Roma, da Cristante a Veretout: è un centrocampo di precari

Roma, da Cristante a Veretout: è un centrocampo di precari
© foto di DANIELE MASCOLO
venerdì 1 aprile 2022, 09:15Serie A
di Dario Marchetti

Del doman non v’è certezza. Dal ‘Trionfo di Bacco’ prendiamo in prestito il suo verso più celebre per farlo della Roma che domenica giocherà a Genova contro la Sampdoria con un centrocampo di precari. Mourinho, però, è intenzionato a ripartire come aveva concluso con la Lazio e dunque col doppio trequartista dietro a Abraham e la coppia Cristante-Sergio Oliveira in regia. Soluzione che ha dato il giusto equilibrio ma difficilmente spendibile per il futuro. Già, perché dei quattro giocatori citati l’unico certo di una permanenza è il capitano giallorosso, tutti gli altri non possono dire lo stesso. Anche Cristante rinfrancato dal gol in Nazionale e terzo nella linea di comando giallorossa per la fascia da capitano non rappresenta un calciatore imprescindibile per la prossima stagione. Indispensabile quest’anno, il prossimo chissà. Con una buon’offerta può partire per regalare a Mou il regista tanto richiesto già l’estate scorsa. Su Oliveira, invece, pende un riscatto di 13 milioni. Una cifra che la Roma sembra intenzionata a pagare, ma anche lì è tutto in divenire.

Per Mkhitaryan il discorso è diverso, l’armeno va a scadenza e lo Special One ha chiesto al club di fare un’eccezione nonostante la politica sui rinnovi per gli over 30 dei Friedkin. Al primo aprile, però, impossibile dire che resterà sicuramente e lo stesso vale anche per chi ormai il campo lo vedo poco o addirittura col contagocce. Veretout è al minimo storico nei rapporti con la società e a giugno andrà via, Diawara e Darboe vengono convocati, ma ormai il giovane Bove li ha definitivamente scalzati nelle gerarchie dello Special One. Se dovesse rientrare a Trigoria anche Villar sarebbe solo di passaggio per un lavoro che si fa sempre più intenso per Tiago Pinto perché la promessa fatta il giugno scorso resta scolpita nella pietra. “Costruiremo una rosa all’altezza di Mourino”. Ora Josè si aspetta che venga mantenuta la parola data.