Roma, Mourinho sfida l'allievo Motta ma è ancora emergenza
La corsa Champions della Roma riparte da Bologna. Più precisamente dal Dall’Ara, dove José Mourinho sulla sua strada troverà un vecchio e caro amico: Thiago Motta. Uno degli eroi del triplete nerazzurro che a distanza di 13 anni si è ritrovato a fare lo stesso mestiere del suo padre calcistico. A distanza di anni il rapporto è quello di sempre: sincero, di rispetto e d’amicizia, perché ci sono storie che vanno oltre le rivalità. Per novanta minuti, però, andranno messi da parte i sentimenti perché Roma e Bologna, a pari punti al quarto posto, ad oggi giocano per gli stessi obiettivi.
E se i rossoblu sono fin qui la Cenerentola del campionato, lo stesso non si può dire dei giallorossi che, da obiettivo dichiarato dei Friedkin, sono stati costruiti per tornare in Champions. Ecco dunque che la sfida di oggi si trasforma nell’ennesimo scontro diretto della stagione, con la Roma chiamata ancora a gestire un’emergenza pressoché totale. Le scorie della gara con la Fiorentina, infatti, sono ancora sulla pelle di una squadra che non avrà Zalewski e Lukaku per squalifica, così come altri cinque giocatori per infortunio (Abraham, Aouar, Dybala, Kumbulla e Smalling).
Per questo le scelte di formazione paiono obbligate nonostante nella rifinitura di ieri siano arrivati altri segnali positivi da Mancini, Spinazzola e Azmoun, tutti e tre convocati per la sfida di Bologna. I primi due, poi, dovranno stringere i denti e giocare dall’inizio. E se la difesa sarà poi completata da Llorente e Ndicka, sulla fascia destra andrà Kristensen (favorito su Karsdorp). In mezzo al campo al fianco di Paredes torneranno Cristante e Pellegrini, mentre il peso dell’attacco sarà poggiato sulle spalle di El Shaarawy e Belotti. Il Gallo è tornato al gol già giovedì in Europa League, con il suo sesto centro stagionale. Mourinho ora gli chiede di confermarsi anche in campionato perché la gara con il Bologna anticipa altri due scontri diretti per la corsa alla Champions, quelli contro Napoli e Juventus. Centottanta minuti che sommati a quelli di questo pomeriggio possono già indirizzare la corsa al quarto posto e il futuro di Mourinho, del quale non se ne è ancora parlato ufficialmente tra le parti (Friedkin è tecnico) nonostante gli intermediari abbiano iniziato a sondare il terreno per proseguire insieme.






