Salernitana, punto d'oro per entrare nella storia. Arechi decisivo per il pareggio
Non chiamatela fortuna. Se è vero che l'Inter ha costruito una ventina di occasioni da gol e che il portiere Ochoa è stato per distacco il migliore in campo, è altrettanto vero che la Salernitana ha disputato un secondo tempo di alto livello agguantando il pareggio al 90' grazie al tiro-cross di Candreva che ha sorpreso Onana e fatto esplodere uno stadio che ha fatto la differenza. Non è retorica affermare che il pubblico dell'Arechi sia stato il dodicesimo uomo in campo, i 25mila spettatori presenti hanno trascinato la squadra soprattutto nei momenti di difficoltà creando quel clima giusto per agguantare l'1-1 e fermare un'altra avversaria top dopo Juventus, Lazio e Milan. Certo, la prima frazione di gioco aveva lasciato a desiderare, a tratti si è rivista la Salernitana timorosa, senza idee e spaesata dell'era Nicola. Progressivamente, però, Paulo Sousa ha saputo apportare i correttivi adatti chiudendo il match con tre punte pure e un calciatore offensivo come Candreva a ridosso. L'Inter, come detto, ha sprecato tanto: un palo, una traversa, tre chance fallite da Lukaku, quattro interventi decisivi di Ochoa e una serie di ripartenze sfruttate nel peggiore dei modi.
Ma i padroni di casa, privi di calciatori d'esperienza e di livello come Mazzocchi, Maggiore, Crnjgoi e Fazio, hanno avuto il merito di saper soffrire, di accettare la superiorità dell'avversario e di andare negli spogliatoi con un passivo minimo e un solo gol di scarto. La stessa Salernitana ha colpito una traversa con Dia e si è presentata quindici volte al cross, solo la giornata no di un Piatek in difficoltà non ha consentito ai campani di pareggiare prima. A fine gara applausi per tutti, caroselli per le strade e curva Sud in tripudio. In attesa del Verona, i numeri sono tutti a favore della Salernitana e di Paulo Sousa: +10 sulla terzultima, Lecce superato, Spezia a distanza di sicurezza, sesto risultato utile di fila (record in A), Arechi che sta tornando ad essere un fattore e reparto offensivo che ha ripreso a segnare. E ora la trasferta di Torino, da affrontare quasi senza centrocampo (out Maggiore, Crnjgoi, Coulibaly), ma con 1500 persone al seguito e un entusiasmo incredibile. Un colpaccio in terra piemontese significherebbe salvezza con otto giornate d'anticipo.






