Sanchez non convince, Arnautovic fa arrabbiare: Inter, le punte di scorta sono un caso
Un po' di scorie restano, ma c'è sempre da guardare avanti. Le gare di Champions di ieri sera non hanno cambiato il quadro: il sorteggio per gli ottavi di finale metterà l'Inter di fronte a una montagna, più o meno grande, da scalare. La buona notizia è che i nerazzurri, che con Simone Inzaghi in panchina hanno cambiato status a livello europeo, non partono battuti con nessuno. Certo, la serata con la Real Sociedad ha regalato una certezza: società e allenatore hanno deciso, a giudizio di chi scrive anche in maniera comprensibile. Il campionato quest'anno ha la priorità assoluta. E la Juventus, che gioca bene o gioca male ma comunque non molla un colpo, è un avversario che non consente alcuna incertezza nel percorso in Serie A.
Le punte di scorta preoccupano. Un altro dato, però, resta. Inzaghi con i baschi di Alguacil ci ha potuto provare fino a un certo punto anche perché, in attacco, il gap tra i due titolari e le alternative è altissimo. Lautaro e Thuram non possono giocare sempre, ma Alexis Sanchez e Marko Arnautovic non riescono a dare quello che servirebbe. Due gol per il cileno, solo uno per l'austriaco, ma si va oltre i freddi numeri, condizionati anche dall'impiego non proprio costante in una sorta di circolo vizioso. Sono due situazioni diverse: Sanchez, l'ha confermato anche con la Real Sociedad, è troppo lontano dagli altri attaccanti in rosa. Più che come terza o quarta punta, ci starebbe benissimo come quinto elemento dell'attacco, una sorta di jolly che porti qualcosa - i dribbling, le intuizioni, anche l'esperienza internazionale - in più, ma non in sostituzione. L'austriaco, tornato alla base dopo una carriera da star di provincia, martedì sera ha fatto arrabbiare San Siro: al di là del contesto improbo per un attaccante, non è piaciuto l'atteggiamento, non ha convinto l'idea che chi deve conquistarsi un posto al sole entri in campo senza la voglia di sparigliare le carte in tavola.
E quindi? Servirebbe un attaccante, ma non è così scontato che arrivi. Per tante ragioni. La più banale? L'Inter è stata costruita così, ha una rosa completa, l'extralarge non convince nessuno. C'è poi il dato economico: chi sogna Taremi immagina uno sconto che difficilmente il Porto concederà mai a giugno. E il mercato delle punte a basso costo praticamente non esiste, se si parla di grandi attaccanti per grandi squadre. Il colpo di scena, per carità, è sempre dietro l'angolo: Marotta, Ausilio e Baccin hanno abituato a scovare l'introvabile quando scandagliano il mercato. Ma a oggi pare lo scenario meno probabile.






